Mario Draghi Unione Europea

Dichiarazioni di Mario Draghi

17 febbraio 2021

Dichiarazioni del Presidente incaricato Mario Draghi

Il Presidente del Consiglio Prof. Mario Draghi durante le dichiarazioni programmatiche

Sono appena terminate le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Mario Draghi, nelle quali sono state ben tracciate le direzioni nelle quali muoverà l’esecutivo.

Europeismo, scuola, formazione, ambiente, innovazione, transizione digitale ed energetica, riforma della Pubblica Amministrazione, della fiscalità e dell’organizzazione sanitaria: questi i principali temi affrontati dal Presidente nei 51 minuti di dichiarazione.

Il gruppo EUROPEISTI-Maie-CD parteciperà al dibattito con gli interventi dei senatori Buccarella, De Falco, De Bonis, Marilotti, Roic, mentre il Presidente Raffaele Fantetti farà la dichiarazione di voto.

“Nell’Unione Europea, il nostro Paese trova l’orizzonte politico e l’alveo istituzionale e normativo che ne garantisce l’ancoraggio ai valori della pace, della democrazia, dello stato di diritto e delle libertà fondamentali, nonché un protagonismo internazionale più incisivo.
A settant’anni dai Trattati di Roma, adesso che l’Unione Europea, in concomitanza con uno dei momenti più difficili per la storia comune europea determinata dall’emergenza pandemica e dalle sue ricadute economiche e sociali, ha scelto la lungimirante strada della solidarietà sentiamo ancor di più l’urgenza che a questa svolta storica corrisponda il nostro impegno politico chiaro a favore del progetto europeo.”, commenta Fantetti.

“Mai come ora, il successo o il fallimento di un Paese è cosi fondamentale per il successo del progetto europeo. Anche solo dal punto di vista quantitativo, l’Italia è destinata a fare la differenza. Ma il successo non sarà solo misurato con l’uscita dalla crisi e la ripresa economica ma attraverso la realizzazione del momento “hamiltoniano” (se vogliamo considerare acquisibile una vera e propria mutualizzazione del debito) o anche solo “deloriano” che stiamo vivendo e che potrà produrre una vera unione fiscale (e poi, conseguentemente, quella compiutamente politica) della UE.
E’ ora dunque che serve uscire dalla dimensione declaratoria e da una visione che fa dell’Europa una matrigna severa o un benefattore distante a seconda delle circostanze.
Se falliremo noi, fallirà il progetto di Unione europea perché nessuno punterà ancora soldi anche propri su questo percorso.”

Il gruppo EUROPEISTI-Maie-CD è particolarmente attento nella rappresentanza degli interessi dei nostri connazionali all’estero: “Il prof. Draghi è il primo ministro del governo con il maggior numero di connazionali residenti in Europa (3,3 milioni di iscritti all’AIRE equivalgono al 55% del totale, anche se il dato è probabilmente sottostimato del 60% rispetto a quanto risulta alle autorità di quei Paesi!).
Circa il 15% della popolazione italiana risiede all’estero (come ha fatto Lei per tanti anni) e guarda all’operato del suo Governo per una continuità delle politiche di attenzione alle loro esigenze. Noi in particolare, che rappresentiamo la metà degli eletti all’estero qui al Senato, puntiamo ancora con forza a dimostrare il valore aggiunto di questa potenziale risorsa.”

 


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