il Primo Ministro britannico Sir Keir Starmer, la Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen ed il presidente del Consiglio UE Antonio Costa annunciano un accordo per “ripristinare” le relazioni con l’avvio di un partenariato strategico rinnovato e rafforzato.
EUROPEISTI: Il “Reset” di oggi -dopo oltre 5 anni dall’addio contro il quale avevamo manifestato a Westminster (*) – sancisce l’inizio di un nuovo capitolo della partnership tra UE e UK. È una buona notizia per l’Unione Europea ma soprattutto per il Regno Unito che -come detto da Starmer- “is back on the world stage”! Auspicabilmente, si è voltata direzione rispetto a politiche sovraniste ed isolazioniste che hanno impoverito il Paese, scontrandosi con la realtà geografica del continente europeo e quella politica della competizione globale tra grandi blocchi.
Nell’ambito della “rinnovata agenda” è stata concordata una più stretta collaborazione in tema di:
- Difesa e Sicurezza: onde favorire la partecipazione UK al programma UE di preparazione industriale per la difesa (SAFE) e cooperare nella sicurezza marittima, in caso di disastri naturali e nella sicurezza sanitaria. Vengono previsti “dialoghi” semestrali di politica estera e di sicurezza tra il segretario di Stato britannico e l’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri, insieme ad inviti regolari per UK a partecipare a riunioni di alto livello UE, nonché ad esercitazioni di gestione delle crisi nell’ambito della Politica comune di sicurezza e difesa (PESC) dell’UE. Si prevede anche una maggiore cooperazione e scambi di informazioni -attraverso i rispettivi collegi di difesa- su spazio, cyber-sicurezza e la cosiddetta “flotta ombra” usata per violare le sanzioni da parte di Russia, Iran e altri.
- Persone: UE e UK “condividono l’opinione che sia nell’interesse reciproco approfondire i nostri legami interpersonali, in particolare per le giovani generazioni” concordando un programma equilibrato di esperienze per i giovani (18-30 anni) che dovrebbe facilitare la loro partecipazione a diverse attività, come lavoro, studio, au-pairing, volontariato o semplicemente viaggi, per un periodo di tempo limitato. Il programma sarà a tempo limitato, avrà un percorso di “Visto dedicato” e garantirà che il numero complessivo di partecipanti sia “accettabile per entrambe le parti“.
- Erasmus+: UK intenderebbe aderire al programma UE “in base a condizioni finanziarie concordate di comune accordo, così da garantire un giusto equilibrio tra i contributi ed i benefici per il Regno Unito”.
- Frontiere: il documento finale parla di “gestione fluida”, includendo per i cittadini UK il “potenziale utilizzo degli eGate ove appropriato”, cioè quando il regime di esenzione dai visti per l’ingresso/uscita da UE entrerà in vigore.
- Rapporti economici includenti:
- la potenziale partecipazione UK al mercato interno UE dell’energia;
- scambi normativi e tecnici sulle nuove tecnologie energetiche; le Parti concordano altresì di ricollegare i rispettivi sistemi di scambio di quote di emissione (interrotti dalla Brexit) esentando così UK dalla tassa sul carbonio alle frontiere UE che entrerà in vigore il 1° gennaio 2026;
- la cooperazione in ambito fitosanitario: si lavora ad un accordo che consenta alla “stragrande maggioranza” delle esportazioni agroalimentari UK verso l’UE di procedere senza controlli e certificazioni. L’accordo richiede che entrambe le parti applichino le “stesse regole”, il che significa che il Regno Unito seguirebbe automaticamente le regole UE sui prodotti vegetali ed animali, in base ad un approccio denominate di “allineamento dinamico”. Il patto è disciplinato da un meccanismo di arbitrato indipendente per la risoluzione delle controversie, ma la Corte di Giustizia europea rimane l’arbitro finale di qualsiasi punto di diritto UE. UK inoltre provvederà ad effettuare un “contributo finanziario appropriato” per coprire i costi di attuazione dell’accordo;
- un accordo sulla Pesca per garantire l’accesso continuo delle imbarcazioni UE dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2038 alle acque costiere del Regno Unito, che si estendono per 6-12 miglia: i criteri di accesso faranno riferimento alla c.d. stazza media catturata tra il 2012 e il 2016 in ogni ambito dalle 200 miglia della Zona Economica Esclusiva;
- un accordo inerente anche le “prestazioni di servizi” tramite l’ingresso e il soggiorno temporaneo di persone fisiche per motivi professionali, con l’impegno ad avviare “dialoghi dedicati sull’attuazione dell’accordo di commercio e cooperazione, per quanto riguarda l’ingresso e il soggiorno temporaneo di persone fisiche per motivi professionali, compresi il regime di sponsorship e il riconoscimento delle qualifiche professionali”;
- infine, si prevede una cooperazione nell’applicazione delle norme sulla concorrenza, per l’ottenimento di visti aziendali più facili e per il riconoscimento reciproco dei rispettivi regimi di qualificazione professionale.
- Sicurezza interna e le migrazioni: intensificazione della cooperazione nella lotta all’immigrazione clandestina con il “chiaro obiettivo di proteggere le nostre frontiere e prevenire ulteriori tragedie”. Quanto alla lotta alla criminalità, le parti si sono impegnate ad “incoraggiare Europol e la National Crime Agency del Regno Unito, e le altre autorità competenti, a sviluppare ulteriormente la loro cooperazione, anche nel quadro di progetti di analisi e piani d’azione operativi nell’ambito della piattaforma multidisciplinare europea contro le minacce criminali”. L’accordo prevede scambi mutuamente vantaggiosi di informazioni (database di DNA, impronte digitali e dati di registrazione dei veicoli) su terrorismo e altri gravi crimini, compresi il traffico di esseri umani ed altre attività di migrazione irregolare mediante la condivisione delle migliori pratiche su come gestire i rimpatri di migranti irregolari verso paesi terzi. Auspicato infine, anche un futuro accordo tra le competenti agenzie sui rischi e le minacce legate alla droga.

(*)
31/1/2020 – Londra, Westminster Square