IV Pacchetto Semplificazioni UE

La Commissione propone misure di semplificazione per far risparmiare alle imprese dell’UE altri 400 milioni di euro all’anno

(Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo ed al Comitato delle Regioni – 21052025)

 

Il mercato unico: il nostro mercato interno europeo in un mondo incerto

 

La Commissione europea ha oggi proposto di ridurre di 400 milioni di euro i costi amministrativi annui per le imprese, in aggiunta agli 8 miliardi di euro già previsti attraverso precedenti sforzi di semplificazione. Con una nuova categoria di small-mid cap, le misure alleggeriranno gli obblighi di conformità e libereranno quindi risorse per la crescita e gli investimenti in tutto il mercato unico. Le misure incentivano le PMI a espandersi, a digitalizzare i processi normativi, a ridurre la burocrazia e sostengono l’obiettivo della Commissione di ridurre i costi amministrativi complessivamente del 25 % e del 35 % per le PMI entro la fine di questo mandato.

Sbloccare il supporto mirato per le piccole imprese a media capitalizzazione

Quando le PMI superano i 250 dipendenti, diventano grandi imprese in base alle norme vigenti e devono far fronte a un forte aumento degli obblighi di conformità. Questo “taglio” può scoraggiare la crescita e limitare la competitività. La Commissione europea sta pertanto individuando una nuova categoria di imprese, le piccole imprese a media capitalizzazione (PMI), ossia le imprese con meno di 750 dipendenti e fino a 150 milioni di euro di fatturato o fino a 129 milioni di euro di attività totali.  

Queste piccole imprese a media capitalizzazione -circa 38.000 imprese nell’UE- accederanno per la prima volta a determinati vantaggi esistenti per le PMI, come deroghe specifiche ai sensi del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) o norme semplificate, come le norme sul prospetto che rendono la quotazione delle società di gestione del rischio in borsa più semplice e meno costosa.

Esenzione dalla registrazione dei gas fluorurati ad effetto serra

Circa 10 000 imprese, solo nel 2026, non dovranno più registrarsi nel portale UE dei gas fluorurati in base alle modifiche proposte.

Attualmente, tutti gli importatori e gli esportatori di prodotti contenenti gas fluorurati (gas fluorurati) devono registrarsi. Circa 2.000 nuove aziende richiedono la registrazione ogni mese, molte delle quali sono piccole concessionarie di auto che importano o esportano alcune auto usate con un gas fluorurato nel sistema di condizionamento dell’aria. La modifica proposta ridurrà l’onere di conformità per le imprese più piccole che gestiscono volumi commerciali limitati, mantenendo nel contempo gli obiettivi climatici del Regolamento.

Registrazione basata sul rischio

La proposta odierna -pur garantendo nel contempo la tutela dei diritti delle persone fisiche- semplifica l’obbligo di tenuta dei registri previsto dal GDPR, tenendo conto delle esigenze specifiche delle piccole e medie imprese e delle organizzazioni con meno di 750 dipendenti che saranno tenute a tenere registri solo quando il trattamento dei dati personali è “ad alto rischio”. Concentrando i requisiti di conservazione dei dati su attività ad alto rischio, le imprese/organizzazioni potranno così dedicare le proprie risorse alle aree in cui la protezione dei dati è più critica, pur mantenendo elevati standard di protezione dei dati.

Dalla carta al digitale

La proposta mira ad accelerare la transizione digitale, eliminando gli onerosi requisiti cartacei nella legislazione sui prodotti. Le attuali norme dell’UE impongono ancora alle imprese di fornire dichiarazioni di conformità su supporto cartaceo, istruzioni per l’uso e altro ancora. Digitalizzando questi requisiti, le imprese potranno presentare e distribuire più facilmente le informazioni, mentre le autorità nazionali potranno verificarne la conformità in modo più efficiente.

Certezza del diritto attraverso specifiche comuni

Le imprese, comprese le PMI e le piccole e medie imprese, avranno un percorso chiaro per dimostrare che i loro prodotti soddisfano i requisiti dell’UE, anche quando non sono disponibili norme armonizzate a livello dell’UE. Ciò offrirà loro maggiore certezza giuridica, ridurrà i costi e aumenterà la competitività.

Facilitare l’introduzione graduale degli obblighi di dovuta diligenza per le batterie

Per aiutare l’industria delle batterie ad affrontare le sfide dell’approvvigionamento di materie prime in tempi incerti, la Commissione prevede più tempo per le imprese per prepararsi alle nuove norme in materia di “dovere di diligenza”. Il termine per conformarsi a tali norme sarà posticipato di due anni, dal 2025 al 2027, prevedendo anche più tempo per l’istituzione di organismi di verifica terzi.

Inoltre, gli orientamenti in materia di dovuta diligenza saranno pubblicati un anno prima dell’entrata in vigore degli obblighi. Ciò fornirà orientamenti tempestivi alle imprese e contribuirà a garantire un’attuazione più agevole delle nuove norme.

Contesto

Questa proposta è il quarto pacchetto semplificativo omnibus presentato dalla attuale Commissione europea a dimostrazione di uno sforzo generale e risoluto diretto a ridurre la burocrazia superflua e creare un contesto normativo che stimoli l’innovazione, la crescita, l’occupazione di qualità e gli investimenti.

Omnibus I e II ha razionalizzato le norme in materia di informativa sulla sostenibilità e le norme sul dovere di diligenza e gli investimenti dell’UE, fornendo circa 6,3 miliardi di EUR di sgravi amministrativi annuali. Omnibus III, presentato la scorsa settimana, si è concentrato sulla semplificazione della politica agricola comune, risparmiando fino a 1,58 miliardi di euro all’anno per gli agricoltori e 210 milioni di euro per le amministrazioni nazionali.

Il prossimo pacchetto Omnibus, provvisoriamente previsto per giugno 2025, si concentrerà sulla difesa e mirerà a contribuire al conseguimento degli obiettivi di investimento stabiliti nel Libro bianco e a consentire alle imprese innovative di prosperare. Seguiranno un Omnibus per l’industria chimica e un pacchetto digitale.

Questo cambiamento nella cultura normativa e societaria coinvolge l’intera Commissione europea. Ogni servizio della Commissione e membro del collegio ha infatti il compito di realizzare questo sforzo di razionalizzazione, ridurre gli oneri amministrativi e allineare le norme alle realtà sul campo.

 

SEJOURNE’ (Vicepresidente esecutivo per la Prosperità e la strategia industriale): ridurre la burocrazia e semplificare le norme significa dare alle imprese la libertà di innovare, crescere e creare posti di lavoro. L’Omnibus di oggi è un altro trampolino di lancio in tal senso, che estende nuovi vantaggi alle piccole e medie imprese e garantisce che la legislazione sia allineata alla realtà sul campo. 

EUROPEISTI: benvenuto anche il quarto pacchetto “Omnibus” di semplificazione che mira a ridurre di altri €400 milioni -oltre agli €8 miliardi di risparmi già individuati- il costo di fare impresa nell’UE, con particolare attenzione alle PMI ed alle esigenze di tutti i cittadini e consumatori. E’ una strada da Noi da tempo auspicata: imprescindibile nella competizione globale e strategica nel riavvicinare la preziosa costruzione unitaria europea alla percezione popolare (purtroppo ancora inficiata anche dalla propaganda ostile di attori stranieri e dai loro prezzolati “utili idioti”).