Il Rapporto degli Italiani con l’Unione Europea

tra crescente Euroscetticismo, Disinformazione e “Cupio Dissolvi

EUROPEISTI:          L’Italia ha storicamente rappresentato uno dei pilastri fondatori del processo di integrazione europea, distinguendosi per un europeismo convinto e ampiamente diffuso. Questo favore iniziale era profondamente radicato negli ideali post-bellici di pace, stabilità e ricostruzione economica, percependo nell’Europa unita un baluardo contro i nazionalismi e un veicolo essenziale per la modernizzazione e l’affermazione del Paese sulla scena internazionale.1 La profondità di questo sentimento è attestata da dati storici significativi, come l’88% di favorevoli a un mandato costituente per il Parlamento europeo in un referendum tenutosi nel 1989.3 Questa adesione non era meramente strumentale, ma rifletteva una condivisione di valori, una cultura comune e un senso di destino collettivo.4

Nonostante questa affinità storica, il sentimento pubblico italiano nei confronti dell’Unione Europea ha subito una profonda trasformazione, evolvendo verso una critica crescente e, in alcune interpretazioni, un vero e proprio “cupio dissolvi” – un desiderio, più o meno cosciente, di perdita di benessere e sviluppo nazionale collegata alla disintegrazione o indebolimento del progetto europeo.5

Questo cambiamento non si configura come un semplice calo di popolarità, ma come un fenomeno complesso influenzato da una molteplicità di fattori interni ed esterni. Tali fattori hanno condotto una parte significativa della popolazione a percepire l’UE come un’entità assente, insufficiente o persino dannosa per gli interessi nazionali.

Il presente rapporto (*) si propone di analizzare questa evoluzione, identificandone i motori principali e le sue implicazioni profonde per il futuro del rapporto tra l’Italia e le istituzioni europee.

 

1.    Evoluzione del Sentimento degli Italiani verso l’UE: dal Favore iniziale alla Critica crescente

o   Analisi storica dei dati Eurobarometro sulla fiducia e l’immagine dell’UE in Italia

L’analisi dei dati Eurobarometro, indagini d’opinione condotte regolarmente dal 1974, rivela una traiettoria complessa nel rapporto tra gli Italiani e l’Unione Europea. L’Italia, un tempo tra i Paesi più europeisti 7, ha manifestato un significativo deterioramento del proprio senso di appartenenza all’Europa.7 Tra il 2003 e il 2013, la percentuale di Italiani con un’immagine negativa dell’UE è raddoppiata, un aumento particolarmente evidente in seguito alla crisi finanziaria globale del 2008 e alla successiva crisi del debito sovrano.8 Questo periodo ha segnato un punto di svolta, culminato nella primavera del 2012, quando, in concomitanza con le riforme imposte dal governo tecnico presieduto da Mario Monti, la diffusione di orientamenti euroscettici tra gli Italiani ha superato persino il dato francese.8

Nel 2014, il sentimento critico ha raggiunto un punto basso significativo: solo il 45% degli Italiani si sentiva “europeo”, in calo rispetto al 53% dell’anno precedente.9 L’ottimismo sul futuro dell’UE era sceso al 40%.9 Le critiche principali si concentravano sulla percezione di un’eccessiva burocrazia (il 60% degli Italiani, rispetto al 74% della media UE), sulla sensazione di uno spreco di denaro (il 21% nel 2014, in aumento dal 14%), e sulla convinzione che la propria voce non contasse nell’UE (il 79%).9 Questi dati evidenziano una crescente disillusione, dove l’UE era spesso vista come un’entità distante e inefficiente piuttosto che un facilitatore.

Tuttavia, i dati più recenti dell’Eurobarometro (Inverno 2022-2023 e Ottobre 2024) rivelano un quadro più sfumato e, in parte, positivo, suggerendo una certa resilienza e adattabilità del sentimento pubblico. L’indagine di ottobre 2024 mostra un alto livello di fiducia nell’Unione europea (51%), in linea con la media UE. La fiducia nel futuro dell’UE è ancora più alta, al 65% (media UE: 61%).10 Questo indica una ripresa della fiducia complessiva rispetto ai minimi del decennio precedente, suggerendo che eventi recenti e risposte politiche hanno avuto un impatto riabilitativo.

EUROPEISTI:          La fiducia nelle istituzioni europee è in crescita, con il 55% degli Italiani che si fida della Commissione Europea (contro il 51% della media UE) e il 56% del Parlamento Europeo (53% media UE).10 Il Parlamento europeo si conferma l’istituzione più apprezzata.11 Il sostegno a politiche specifiche rimane elevato: il 75% degli Italiani si dichiara favorevole all’euro nell’Inverno 2022-2023, in aumento dal 71% del sondaggio precedente.11 L’apprezzamento per la gestione della pandemia di COVID-19 da parte dell’UE è significativo (61% soddisfatti), traducendosi in un ampio sostegno per una politica comune europea in materia di salute (70%).11 In particolare, il piano NextGenerationEU è considerato efficace dal 69% degli Italiani, un dato nettamente superiore alla media europea del 54%.10 Questo risultato sottolinea come azioni concrete e percepite come benefiche possano rafforzare il legame con l’UE.

Nonostante queste tendenze positive, alcune preoccupazioni persistono. L’inflazione rimane la principale preoccupazione personale (61% nell’Inverno 2022-2023), seguita da tasse e salute.11 A livello europeo, la situazione internazionale e la guerra in Ucraina sono percepite come priorità.10 Inoltre, il 66% degli Italiani desidera ancora più decisioni a livello europeo, sebbene questa percentuale sia in leggero calo rispetto al 67% precedente.11 Nel 2014, il 40% spingeva per un’Europa federalista.9

 

Anno/Periodo % Fiducia nell’UE % Immagine Negativa UE % Favorevoli all’Euro % Ottimisti sul Futuro UE % Soddisfatti gestione UE crisi (es. pandemia, NGEU)
2003 N/D ~12.5% 8 N/D N/D N/D
2012 (Primavera) N/D Picco 8 N/D N/D N/D
2014 (Aprile) N/D N/D 53% 9 40% 9 N/D
2016 (Minimo storico) 11% (web) 13 N/D N/D N/D N/D
Inverno 2022-2023 N/D N/D 75% 11 66% 11 61% (pandemia) 11
Ottobre 2024 51% 10 N/D N/D 65% 10 69% (NextGenerationEU) 10

Nota: I dati web del 2016 (11%) si riferiscono ad un’analisi specifica dei commenti online e non sono direttamente comparabili con i dati Eurobarometro standard riportati per altri anni.

o   Fasi Chiave del Cambiamento di Percezione

Il cambiamento nella percezione italiana dell’UE può essere ricondotto a diverse fasi critiche.

Le crisi economiche, in particolare la crisi finanziaria globale del 2008 e la successiva crisi del debito sovrano nell’Eurozona (2011-2013), hanno rappresentato un punto di svolta.6 In questo periodo, la percezione che l’UE imponesse severe misure di austerità, in particolare sotto governi tecnici come quello di Mario Monti, ha portato a un forte aumento dell’euroscetticismo.6 L’UE non è stata vista come uno strumento per uscire dalla crisi, ma piuttosto come “parte del problema”.6 Questo ha generato un senso di frustrazione e di attribuzione di colpa alle istituzioni europee per le difficoltà economiche nazionali.

La crisi migratoria del 2015-2016 ha ulteriormente alimentato il sentimento eurocritico, con le critiche focalizzate sulla percepita inadeguata gestione dei flussi migratori da parte dell’UE.13 I partiti populisti hanno abilmente sfruttato questa situazione, spostando il dibattito dalle preoccupazioni umanitarie a quelle di sicurezza nazionale e di condivisione degli oneri, contribuendo a un “framing” (inquadramento) negativo della politica migratoria europea.16 La percezione che l’Italia fosse lasciata sola ad affrontare l’onere dell’accoglienza ha rafforzato il senso di un’Europa assente o insufficiente.

Il referendum sulla Brexit nel 2016 ha riacceso il dibattito su un’eventuale uscita dall’Eurozona o dall’UE anche in Italia, evidenziando le potenziali conseguenze di una tale mossa.17 Tuttavia, le ripercussioni economiche negative percepite della Brexit per il Regno Unito (diminuzione del valore della sterlina, aumento dei tassi di interesse, difficoltà per le imprese) hanno, paradossalmente, contribuito ad un’attenuazione dell’euroscetticismo in alcune parti d’Europa, fungendo da monito sui costi di una disintegrazione.18

La pandemia di COVID-19 e la successiva implementazione del piano NextGenerationEU (2020-oggi) hanno rappresentato una fase di controtendenza. La risposta dell’UE alla pandemia, in particolare attraverso il fondo NextGenerationEU, sembra aver avuto un impatto positivo sulla fiducia degli Italiani, dimostrando una capacità di solidarietà e azione efficace.10 Questo ha in parte mitigato il precedente scetticismo, mostrando che l’UE può agire come un attore unificante e di supporto in tempi di crisi.

 

o   Confronto con le tendenze euroscettiche in altri Stati Membri, in particolare del Sud Europa

La Grande Recessione (2008-2013) ha colpito in modo sproporzionato i Paesi del Sud Europa (Grecia, Spagna, Italia), portando a percezioni negative dell’UE che hanno superato la media europea.20 Questi Paesi, fortemente colpiti dalla crisi del debito sovrano, hanno visto intensificarsi le critiche alla moneta unica e alle politiche di austerità, percependo l’UE come un’entità che imponeva vincoli piuttosto che offrire soluzioni.14

Pur facendo parte del gruppo dei Paesi “antieuropei”, l’Italia non è sempre stata la più euroscettica; ad esempio, Austria e Finlandia a volte mostravano opinioni positive inferiori.7 Tuttavia, l’Italia ha registrato l’aumento più netto del sentimento negativo tra il 2003 e il 2013 8 e un calo significativo della fiducia (25 punti percentuali) tra il 2009 e il 2014, in linea con Spagna e Portogallo (la media del Sud Europa era del -30%).21 Questa flessione marcata evidenzia una particolare sensibilità italiana alle crisi e alle loro percezioni.

Nonostante i picchi storici di scetticismo, i dati recenti indicano una ripresa della fiducia.10 Questo suggerisce che il sentimento attuale è più sfumato e reattivo ad azioni specifiche dell’UE, come il NextGenerationEU. L’euroscetticismo italiano è anche descritto come “adattivo”, non una corrente politica omogenea, e che investe trasversalmente sia la sinistra che la destra.22 Questa peculiarità riflette una capacità del sentimento eurocritico di evolvere e di essere strumentalizzato da diverse forze politiche a seconda del contesto e delle opportunità.

 

2.    Fattori determinanti del Sentimento critico: il ruolo dei Partiti Politici e dei Media

 

o   L’Influenza dei Partiti politici e le loro argomentazioni euroscettiche

La politicizzazione dell’integrazione europea, alimentata sia da fasi critiche dell’UE sia dall’opportunismo di forze anti-sistema, è stata un fattore significativo nel plasmare il sentimento eurocritico in Italia.19 L’euroscetticismo, un tempo confinato agli estremi dello spettro politico, si è progressivamente spostato al centro del dibattito pubblico, diventando un tema trasversale.1

  • Lega Nord/Lega: storicamente, la Lega Nord (ora Lega) è stata uno dei principali “megafoni” dell’euroscetticismo italiano, evolvendo il proprio messaggio politico per allinearsi ai partiti populisti di destra europei.8 Le loro argomentazioni spesso respingono l’omogeneità culturale come precondizione per un’identità europea comune e sottolineano l’impossibilità di separare i processi di democratizzazione dalla costruzione nazionale.8 La strategia di Matteo Salvini ha rilanciato la posizione euroscettica del partito.8 La Lega ha promosso politiche anti-immigrazione, in particolare nei confronti dei movimenti migratori dal Mediterraneo 4, sostenendo il “controllo militare” delle frontiere esterne e un “blocco navale” per fermare le imbarcazioni di migranti dal Nord Africa.23 Hanno anche criticato l’UE per l’eccessiva burocrazia e la percepita inazione sulla gestione migratoria.14

 

  • Fratelli d’Italia (FdI): FdI, soprattutto nei suoi primi anni (ad esempio, le elezioni europee del 2014), ha mantenuto posizioni fortemente euroscettiche e anti-euro, arrivando a proporre uno “scioglimento concordato dell’eurozona”.24 Giorgia Meloni, nel 2013, ha dichiarato che FdI era un “movimento eurocritico, contrario a questa Europa che ci mette in croce”, suggerendo una rinegoziazione dei patti o l’uscita dall’euro “a costo di uccidere l’Italia”.24 Il loro programma ha sostenuto un'”Europa delle Patrie” basata sull’interesse dei popoli, promuovendo politiche di Difesa comune dell’UE e una “colonna europea” della NATO.23 FdI ha spinto per la revisione del Patto di Stabilità e della governance economica europea per garantire politiche di crescita e piena occupazione.23 Hanno inoltre enfatizzato il contrasto all’immigrazione illegale, subordinando la cooperazione finanziaria dell’Unione alla disponibilità degli Stati di provenienza a riprendere i migranti economici e criticando le ONG.23

In passato è stata anche affermata la “supremazia della Costituzione e dell’ordinamento italiano sulle norme europee” e il ritiro unilaterale dall’Eurozona. Negli ultimi anni, tuttavia, in concomitanza con la responsabilità di Governo, FdI ha minimizzato (e/o anche negato) tali posizioni anti-UE passate, mostrando un adattamento strategico della retorica.23

 

  • Movimento 5 Stelle (M5S): il M5S è stato un importante partito euroscettico nelle elezioni del 2014, sostenendo iniziative come un referendum sull’Europa.25 Beppe Grillo si è fatto portavoce di un’opposizione molto dura nei confronti dell’Unione, evolvendo dalla critica delle politiche comunitarie a un “netto giudizio di irriformabilità delle sue istituzioni”.8 Il M5S ha attratto elettori sfiduciati dai partiti tradizionali, sfruttando un messaggio populista e anti-sistema.8 Tuttavia, il M5S ha mostrato tentativi di moderare la propria retorica antieuropeista, in particolare quando ha formato governi con partiti pro-europei come il PD, indicando una flessibilità tattica.25

EUROPEISTI:          Un filo conduttore comune tra partiti populisti è stato lo sfruttamento delle crisi (Eurozona, migratoria) per guadagnare consensi, spesso inquadrando l’UE come un'”autorità esterna invadente” che limita la sovranità nazionale. Hanno frequentemente utilizzato lo slogan “Ce lo chiede l’Europa” per deviare la responsabilità di decisioni nazionali impopolari, alimentando così il sentimento anti-UE e la percezione di Bruxelles come un’entità distante e impositiva.

La tabella seguente offre una comparazione strutturata delle argomentazioni euroscettiche permettendo di evidenziare le specifiche “offerte” di euroscetticismo di ciascun partito e di comprendere che l’euroscetticismo non è un blocco monolitico, ma presenta diverse basi ideologiche e strategiche. L’inclusione dell'”evoluzione della posizione” illustra come i partiti adattino la loro retorica in base al contesto politico (ad esempio, moderando il tono una volta al Governo). Questo rivela la natura strategica dell’euroscetticismo come strumento politico, al di là della pura ideologia, che influenza la percezione pubblica attraverso un messaggio coerente o adattivo nel tempo.

Partito Posizione Euroscettica Principale Argomentazioni Chiave Evoluzione della Posizione
Lega Euroscetticismo duro/sovranista Rifiuto omogeneità culturale UE, primato costruzione nazionale, politiche anti-immigrazione (controllo militare frontiere, blocco navale), critica burocrazia e inazione UE su migrazione. Costantemente euroscettica, rilanciata con Salvini; focus su sovranità e sicurezza.
Fratelli d’Italia (FdI) Euroscetticismo duro/nazionalista, poi moderato in governo Proposta scioglimento Eurozona (passato), “Europa delle Patrie”, revisione Patto Stabilità, contrasto immigrazione illegale (subordinazione cooperazione finanziaria UE). Affermazione supremazia Costituzione italiana su norme UE (passato). Da posizioni molto dure (uscita euro) a esercizi di minimizzazione e/o negazione una volta al governo.
Movimento 5 Stelle (M5S) Euroscetticismo populista/anti-establishment Referendum sull’Europa, giudizio di “irriformabilità” delle istituzioni UE, critica delle politiche comunitarie. Da posizioni molto dure a una moderazione della retorica antieuropeista, specialmente in coalizioni di governo con partiti pro-europei.

 

o   Il ruolo dei Media: Copertura, Framing e Disinformazione

 

  • La qualità ed il pluralismo dell’informazione in Italia presentano “gravi criticità” che influenzano la percezione pubblica dell’UE.27 Le preoccupazioni includono persistenti interferenze politiche nella governance e nel finanziamento della RAI, che ne limitano l’autonomia, e l’uso di “querele temerarie” (SLAPP) come strumento per intimidire i giornalisti e limitare la libertà di stampa.27 La posizione dell’Italia nella classifica mondiale della libertà di stampa ha subito fluttuazioni, scendendo di tre posizioni nel 2024 secondo “Reporter senza Frontiere”.31 La Commissione Europea monitora attentamente il panorama mediatico italiano a causa di queste criticità.29 Questo contesto di vulnerabilità del sistema mediatico nazionale crea un terreno fertile per la manipolazione delle narrazioni sull’UE.

 

  • L’analisi del “framing” (inquadramento) delle notizie europee rivela un impatto significativo sulla percezione pubblica. Il framing consiste nel selezionare e rendere più salienti certi aspetti della realtà per promuovere specifiche definizioni del problema, interpretazioni causali, valutazioni morali o raccomandazioni politiche.32

Nel contesto migratorio, ad esempio, i Media italiani spesso utilizzano cornici di “sicurezza”, “crisi” e “pietismo”, che modellano la comprensione pubblica del fenomeno.16 I partiti populisti hanno abilmente ricontestualizzato il discorso anti-immigrazione, come durante la pandemia di COVID-19, contrapponendo “Italiani chiusi in casa” a “migranti illegali liberi di sbarcare”.16 L’UE è spesso inquadrata in modi disparati: per i cittadini politicizzati, è un’entità politica e istituzionale; per altri, è l’Euro, la libera circolazione o persino questioni più quotidiane come l’influenza aviaria o i controlli aeroportuali.33 Questa frammentazione del framing ostacola una comprensione pubblica coerente e approfondita delle attività e delle responsabilità dell’UE. La rappresentazione mediatica può contribuire a una “immagine distorta della realtà”, dove “le percezioni contano più dei dati concreti” 34, rendendo il pubblico più suscettibile a narrazioni semplificate che non corrispondono pienamente alla complessità dei dati.

  • Il fenomeno della disinformazione e delle fake news aggrava ulteriormente il quadro. Una percentuale significativa di europei (77% nell’autunno 2024) considera la disinformazione un problema nel proprio Paese.35 Mentre il 66% degli Italiani ritiene che i Media nazionali forniscano informazioni affidabili (un dato in crescita, sebbene leggermente inferiore alla media UE del 69%) 10, solo un quarto si affida alle fonti online.36 Questo dato è cruciale: se la fiducia nei Media nazionali è superiore a quella nelle fonti online, allora i Media tradizionali detengono ancora un’influenza significativa sulla formazione dell’opinione pubblica.

 

EUROPEISTI:          Se questi Media tradizionali sono soggetti a interferenze politiche o utilizzano specifici framing, allora la loro influenza sulla percezione pubblica dell’UE è amplificata, anche se il pubblico li percepisce come affidabili. Ciò rivela una vulnerabilità critica nell’ecosistema informativo che alimenta il sentimento critico.

 

La Commissione Europea affronta attivamente la disinformazione, sottolineando la necessità di rafforzare la resilienza della società attraverso l’alfabetizzazione digitale e mediatica, responsabilizzare le piattaforme online, proteggere i giornalisti e contrastare la manipolazione delle informazioni straniere.35 La COMECE (Commissione degli Episcopati dell’UE) evidenzia come disinformazione, manipolazione e interferenze straniere rappresentino “sfide significative” per le democrazie, raccomandando un’azione coordinata a livello UE e trasparenza nella proprietà e nel finanziamento dei media.37

La tabella seguente illustra l’affidabilità percepita dei media in Italia, fornendo un contesto per comprendere come i cittadini Italiani accedono e valutano le informazioni sull’UE. La presentazione di questi livelli di fiducia nei Media nazionali rispetto alle fonti online evidenzia potenziali bias o lacune nel consumo di informazioni. Il confronto con le medie europee contestualizza la situazione italiana.

 

Anno/Periodo % Italiani si fidano Media Nazionali % Europei si fidano Media Nazionali % Italiani si fidano Media UE (proxy: istituzioni UE) % Italiani si affidano informazione online
Inverno 2022-2023 45% (media) 11 N/D 54% (Parlamento Europeo), 52% (Commissione Europea) 11 N/D
Autunno 2024 66% 10 69% 10 55% (Commissione Europea), 56% (Parlamento Europeo) 10 ~25% 36

 

3.    La diffusa ignoranza sul funzionamento dell’UE e la percezione di Assenza/Danno

 

o   Livello di conoscenza degli Italiani sulle istituzioni ed attività dell’UE, in particolare della Commissione

Un fattore critico che contribuisce al sentimento eurocritico è il diffuso deficit di conoscenza sul funzionamento dell’Unione Europea. Nel 2014, tre Italiani su quattro (75%) si sentivano insufficientemente informati sulle questioni europee.9 Questo dato indica una persistente mancanza di comunicazione chiara e diretta sia da parte delle istituzioni dell’UE che degli Stati membri.9 Sebbene esistano percorsi accademici specifici sugli studi europei, come le lauree in Scienze Internazionali e Istituzioni Europee (SIE) o i Master in Studi Europei (MASE) 38, questi sono rivolti a un pubblico specializzato e non riescono a colmare il deficit di conoscenza della popolazione generale.

EUROPEISTI:          La scarsa conoscenza del funzionamento della Commissione Europea e delle altre istituzioni non solo impedisce una valutazione informata, ma rende anche i cittadini più suscettibili a narrazioni semplificate e spesso distorte veicolate da partiti politici e Media. Se le persone non comprendono come le decisioni vengono prese o chi è responsabile, diventa più facile attribuire colpe generiche a “Bruxelles” per problemi che potrebbero avere radici nazionali o essere il risultato di complesse negoziazioni tra Stati membri. Questa mancanza di discernimento rende il pubblico più vulnerabile alla disinformazione e al framing negativo da parte di attori politici e mediatici che beneficiano della confusione.

La “percezione che l’Europa sia assente, insufficiente o dannosa” non deriva solo da problemi reali, ma anche da una “lacuna cognitiva” che impedisce una comprensione accurata e bilanciata. In altre parole, l’ignoranza non è solo una mancanza di dati, ma una condizione che attiva bias cognitivi che favoriscono l’accettazione di narrazioni negative semplificate.

 

o   Come la scarsa Informazione contribuisce alla percezione di un’Europa “Assente, Insufficiente o Dannosa”

La scarsa informazione contribuisce in modo significativo alla percezione di un’Europa distante e inefficace. La sensazione che “Bruxelles e gli altri Paesi dell’Unione appaiano ancora troppo distanti” 9 è una conseguenza diretta dell’insufficiente informazione e di una comunicazione poco efficace. Tre esempi:

  • una maggioranza degli Italiani (60% nel 2014) ha etichettato l’Europa come fonte di “eccessiva burocrazia” 9, una percezione rafforzata dai problemi burocratici interni all’Italia;40
  • solo un italiano su tre ritiene che la propria voce conti nell’UE 11, e il 79% sentiva le proprie opinioni non rappresentate nell’UE nel 2014;9
  • durante la crisi economica, l’UE è stata percepita “non come strumento di aiuto… ma come parte del problema”.6

EUROPEISTI:          La prima percezione porta a proiettare le inefficienze amministrative nazionali sull’UE, anche quando non è direttamente responsabile.

Il deficit democratico percepito è aggravato dalla scarsa comprensione di come le decisioni vengono prese e di come i cittadini possano partecipare attivamente ai processi europei.

Questa inquadratura negativa, unita a una scarsa comprensione dei meccanismi europei, ha portato a una visione dell’UE come fonte di vincoli piuttosto che di opportunità.

 

o   Esempi di percezioni negative (es. Impatto Economico, Burocrazia Eccessiva, Gestione Migratoria)

Le percezioni negative riguardo all’UE si manifestano in diverse aree cruciali:

  • Impatto Economico: sebbene l’Euro sia ampiamente sostenuto (75%) 11, la valutazione dell’economia nazionale è orientata al pessimismo.11 Le performances economiche dell’Italia, in particolare nel Mezzogiorno, spesso sono inferiori alla media europea (ad esempio, il PIL pro capite della Calabria è la metà della media UE, il tasso di occupazione in Sicilia è significativamente più basso).42 Queste disparità interne possono essere erroneamente attribuite alle politiche dell’UE o portare alla percezione che l’UE non stia aiutando a sufficienza a risolvere i problemi strutturali del Paese. Il ruolo dell’UE nell’imporre misure di austerità durante la crisi dell’Eurozona è stato ampiamente criticato, portando alla percezione che la moneta unica abbia imposto svantaggi alle economie più deboli.43 Il dibattito sull'”Italexit” e le conseguenze di un’uscita dall’Euro evidenziano significativi rischi economici, tra cui un’alta inflazione (a doppia cifra, soprattutto sulle materie prime importate), una perdita del valore reale di risparmi e redditi, e un onere maggiore per le aziende con debiti in euro.17

 

  • Burocrazia Eccessiva: il nostro Paese si classifica al primo posto nell’UE per pressione burocratica sulle imprese.41 Questo problema nazionale, profondamente radicato, viene spesso proiettato sull’UE, contribuendo alla percezione di “troppa burocrazia” da Bruxelles.9 La bassa fiducia nella Pubblica Amministrazione nazionale (26° posto nell’UE) 41 può indirettamente alimentare lo scetticismo verso le istituzioni europee, poiché i cittadini possono generalizzare le loro esperienze negative con la burocrazia a livello nazionale all’intero sistema europeo.

 

  • Gestione Migratoria: gli Italiani percepiscono un divario significativo tra la realtà e la rappresentazione mediatica dei migranti, sovrastimando ampiamente la loro presenza.34 Solo il 7% degli Italiani giudica positivamente il ruolo dell’UE nella gestione migratoria 44, nonostante l’84% chieda all’UE di svolgere un ruolo più incisivo nel sostenere l’Italia.45 Questo crea un paradosso in cui l’UE è vista sia come assente che come responsabile di una crisi percepita, evidenziando una disconnessione tra aspettative e valutazione dell’azione. Le “regole di Dublino” sono spesso criticate per imporre un onere sproporzionato agli Stati di prima linea come l’Italia.4

La tabella seguente riassume le percezioni italiane sulle aree di criticità dell’UE, quantificando le visioni negative e permettendo un confronto diretto con le medie europee. Collegando queste percezioni alla “diffusa ignoranza,” la tabella suggerisce implicitamente che queste visioni negative potrebbero non basarsi su una piena comprensione delle politiche o delle responsabilità dell’UE. Ad esempio, l’alta percezione della burocrazia UE potrebbe essere una proiezione dei problemi burocratici nazionali.40 Il paradosso nella gestione migratoria (desiderio di maggiore azione UE vs. giudizio negativo sull’azione UE) evidenzia una disconnessione che merita un’analisi più approfondita.

 

Area di Criticità Percezione Specifica % Italiani con questa percezione Confronto con media UE (se disponibile) Tendenza storica rilevante
Burocrazia “Europa fonte di eccessiva burocrazia” 60% (2014) 9 Media UE: 74% (2014) 9 Costante percezione di inefficienza, anche a causa di problemi nazionali.40
Economia “Europa è uno spreco di denaro” 21% (2014) 9 N/D Aumento dal 14% (precedente sondaggio).9
Gestione Migratoria Giudizio positivo sul ruolo UE 7% (2019) 44 N/D Critica persistente, nonostante l’84% chieda più ruolo UE.45
Rappresentanza “La mia voce non conta nell’UE” 79% (2014) 9 N/D In aumento dal 78% (precedente sondaggio).9

 

4.    Il fenomeno del “Cupio Dissolvi“: brevi analisi ed implicazioni di Neuroscienza Politica

 

o   Inquadramento del “Cupio Dissolvi” nel rapporto tra Italia ed Unione Europea

Il concetto di “cupio dissolvi” si riferisce a un desiderio di auto-dissoluzione o disintegrazione.5 Nel contesto dell’Unione Europea, esso indica una preferenza per la sovranità nazionale ed un rifiuto di ulteriore integrazione, anche se ciò dovesse portare a un indebolimento dell’interesse nazionale rispetto al maggiore sviluppo garantito dal progetto europeo collettivo. Questo sentimento è considerato da alcuni “illusorio e sterile”, poiché un “esercizio solitario di sovranità” sarebbe “sempre più soltanto apparente” in un mondo globalizzato e interdipendente.5

Il “cupio dissolvi” appare qui manifestarsi nel sostegno cosciente a forze politiche anti-establishment e nazionaliste che propugnano una riduzione dell’integrazione europea e un ritorno all’autonomia nazionale con coscienza -più o meno dichiarata- dell’effetto negativo che tale direzione comporta. Questo fenomeno non è nuovo, con paralleli storici nella fine dell’Ottocento riguardo alla globalizzazione, suggerendo che le reazioni a processi di interdipendenza profonda possono ripresentarsi in forme simili.5

o   Collegamento con la “Neuroscienza Politica” (sintetica valutazione sul Se e Come i meccanismi psicologici e cognitivi spiegano l’adesione a narrative euroscettiche)

Il collegamento tra il “cupio dissolvi” sopra definito e la neuroscienza politica risiede nella comprensione di come i meccanismi psicologici e cognitivi influenzano l’adesione a narrative euroscettiche, spesso al di là di una valutazione puramente razionale.

Il concetto di “framing” è centrale in questa analisi. Il modo in cui le informazioni vengono presentate (“incorniciate”) può influenzare significativamente la percezione della realtà, portando a risposte diverse a problemi strutturalmente simili.32 Questo accade perché il framing è euristico e può “scivolare nell’inconscio”.32 La capacità del framing (inquadramento) di operare ad un livello implicito suggerisce che le narrative euroscettiche non agiscono solo a livello razionale, ma possono bypassare la cognizione critica, radicandosi profondamente nelle credenze individuali.

Questo è un punto chiave per la neuroscienza politica, che studia come i processi neurali e cognitivi influenzano il comportamento politico. Se il framing è inconscio, allora il “cupio dissolvi” potrebbe non essere il risultato di una valutazione razionale dei costi-benefici dell’UE, ma piuttosto una risposta emotivamente e cognitivamente “pre-cablata” a narrative negative ripetute. La persistenza di frames che generano conseguenze negative 32 suggerisce una sorta di “blocco cognitivo” che impedisce la revisione delle credenze, anche di fronte a prove contrarie. Questo meccanismo psicologico profondo può spiegare l’adesione a posizioni euroscettiche nonostante i rischi evidenti.

EUROPEISTI:          Le risposte emotive e l’identità giocano un ruolo cruciale. Il “cupio dissolvi” sopra definito può essere visto come una manifestazione di un “malcontento” derivante da una valutazione critica degli ultimi vent’anni. Ciò suggerisce una componente emotiva legata al percepito declino nazionale o all’insoddisfazione. L’enfasi sull'”identità nazionale” e sulla “sovranità” da parte dei partiti euroscettici attinge a bisogni psicologici profondi di appartenenza e controllo. Questi bisogni possono prevalere sugli argomenti razionali a favore dell’integrazione, in quanto la ricerca di identità e sicurezza è un motore potente del comportamento umano.

In un ambiente di “informazione eccessiva e multimediale”, i cittadini spesso reagiscono automaticamente ai titoli dei giornali. Le narrative populiste, semplificando questioni complesse e offrendo “nemici” chiari (ad esempio, la “burocrazia di Bruxelles”), forniscono risposte cognitivamente “facili” che risuonano più fortemente degli argomenti pro-europei più sfumati. Questa “semplificazione” è “riposante” ma “fuorviante e pericolosa”, in quanto riduce la complessità a dicotomie facilmente comprensibili, ma distorte.

Infine, la dinamica “noi vs. loro” è un elemento fondamentale. L’ascesa del nazionalismo e del “sovranismo” alimenta una mentalità di contrapposizione, dove l’UE è ritratta come un’entità esterna che minaccia gli interessi nazionali. Questo pensiero tribale, spesso legato alla psicologia evoluzionistica e alla teoria dell’identità sociale, può guidare un desiderio di “dissolvere” la minaccia percepita, anche se la minaccia è una costruzione retorica piuttosto che una realtà oggettiva.

 

o   Consapevolezza degli effetti negativi dell’Euroscetticismo

Nonostante l’attrattiva delle narrative euroscettiche, esiste una crescente consapevolezza, in particolare dopo la Brexit, che l’uscita dall’UE può rivelarsi “sbagliata e controproducente”.18 Le conseguenze economiche negative per il Regno Unito, come la diminuzione del valore della sterlina, l’aumento dei tassi di interesse e le difficoltà per le piccole e medie imprese, servono da monito sulle potenziali ricadute di una disintegrazione.18

Il dibattito sull'”Italexit” evidenzia significativi rischi economici per l’Italia, tra cui un’inflazione elevata (a doppia cifra, soprattutto sulle materie prime importate), una perdita del valore reale di risparmi e redditi, e un onere maggiore per le aziende con debiti in euro.43 Sebbene alcuni argomentino potenziali benefici come l’aumento delle esportazioni tramite la svalutazione, il consenso di economisti come Mario Draghi è che l’inflazione sarebbe una grave conseguenza negativa.43

Paradossalmente, mentre i partiti euroscettici invocano il recupero della sovranità nazionale, si argomenta che un “esercizio solitario di sovranità” sarebbe “illusorio e sterile” in un mondo globalizzato.5 L’Italia, come potenza di medie dimensioni, perderebbe probabilmente influenza sulla scena internazionale senza il peso collettivo dell’UE.6 Le restrizioni al commercio e la frammentazione economica, infatti, sono viste come costose e capaci di provocare una forte perdita di benessere.49

Un’Europa indecisa e instabile, indebolita da divisioni interne, affronta maggiori sfide in politica estera.50 La frammentazione e le misure protezionistiche potrebbero portare a significative perdite di benessere e maggiori rischi geopolitici.49 L’attuale situazione internazionale, come la guerra in Ucraina, ha spinto alcuni Paesi verso una maggiore cooperazione europea, portando a critiche verso i partiti populisti percepiti come filo-putiniani.19

L’ascesa di coalizioni euroscettiche può inoltre portare a periodi di instabilità interna a causa di differenze fondamentali di principi tra i partners di Governo.14 Il dibattito accademico e pubblico in Italia riconosce questi rischi. Studi sottolineano che il “contesto nazionale – politico ed identitario – è decisivo nel mediare gli effetti della crisi”, e che una mancanza di “coesione morale e politica” all’interno dell’UE potrebbe trasformare l’unione monetaria in una passività.25 Vi è un appello per un “europeismo composito” che combini buone politiche, narrative efficaci ed un genuino coinvolgimento pubblico per superare lo scetticismo e rafforzare il legame con l’Europa.51

 

5.    Conclusioni e Raccomandazioni

 

EUROPEISTI:    Le dinamiche analizzate comportano implicazioni significative per le istituzioni sia a livello europeo che nazionale. L’Unione Europea deve affrontare il divario di percezione migliorando drasticamente la trasparenza e la comunicazione diretta, in particolare per quanto riguarda il funzionamento di istituzioni chiave come la Commissione ed i diversi processi decisionali.

I Governi nazionali, da parte loro, devono assumersi maggiori responsabilità per le decisioni impopolari anziché scaricare sistematicamente la colpa su “Bruxelles”, un comportamento che alimenta direttamente il sentimento anti-UE. Sia gli attori dell’UE che quelli nazionali devono inoltre contrastare attivamente la disinformazione e promuovere l’alfabetizzazione mediatica per dotare i cittadini degli strumenti necessari per valutare criticamente le informazioni.

 

o   Proposte per rafforzare il legame tra gli Italiani e l’UE

Per (riprendere a) rafforzare tale legame Noi EUROPEISTI proponiamo le seguenti azioni:

 

  • Miglioramento della Comunicazione e dell’Educazione: è necessario uno sforzo sostenuto e coordinato per migliorare la comprensione pubblica dei benefici tangibili e dei meccanismi complessi dell’UE. Ciò include la promozione dell’alfabetizzazione digitale e mediatica per aiutare i cittadini a discernere tra informazioni affidabili e disinformazione.35 È fondamentale sostenere un giornalismo di alta qualità e indipendente, libero da interferenze politiche, che possa fornire una copertura accurata e approfondita delle questioni europee.37 L’integrazione dell’educazione civica europea nei curricula scolastici è altrettanto cruciale per formare cittadini consapevoli fin dalla giovane età. Il fatto che il 75% degli Italiani si senta disinformato sulle questioni europee 9 evidenzia una necessità critica e urgente di investire in queste aree.

 

  • Affrontare i Deficit percepiti: l’UE e i suoi Stati membri devono lavorare proattivamente per affrontare le preoccupazioni legittime riguardo alla burocrazia 9, al deficit democratico percepito 13, e alla gestione efficace delle sfide comuni come la migrazione.4 Dimostrare benefici tangibili e una governance più reattiva e trasparente può ricostruire la fiducia. Questo significa non solo comunicare meglio le azioni, ma anche migliorare l’efficienza e la democraticità dei processi europei.

 

  • Promuovere un “Europeismo Composito“: è essenziale andare oltre una dicotomia semplicistica “pro” o “anti” Europa. Si deve piuttosto promuovere un “europeismo composito” che combini politiche efficaci con narrative convincenti ed un genuino coinvolgimento dei cittadini.51 Questo approccio riconosce l’importanza dell’identità nazionale pur enfatizzando i valori condivisi ed i benefici collettivi dell’integrazione, creando un senso di appartenenza che trascende gli interessi contingenti.

 

  • Promuovere Coesione e Solidarietà: l’impatto positivo del NextGenerationEU 10 dimostra chiaramente che la solidarietà percepita e una risposta efficace e coordinata alle crisi possono aumentare significativamente la fiducia pubblica. Le politiche future devono continuare ad enfatizzare i benefici condivisi ed il sostegno reciproco -in particolare per le regioni ed i settori che affrontano le maggiori sfide economiche e sociali- per rafforzare il senso di un’Europa che agisce per il benessere dei propri cittadini.

 

 

 

 

 

(*) A cura dell’Ufficio Studi del partito EUROPEISTI

Bibliografia

  1. Traiettoria dell’euroscetticismo: l’identità dell’UE al banco di prova – Aspenia Online, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://aspeniaonline.it/articolo_aspenia/traiettoria-delleuroscetticismo-lidentita-dellue-al-banco-di-prova/
  2. Euroscetticismo – Enciclopedia – Treccani, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.treccani.it/enciclopedia/euroscetticismo_(Lessico-del-XXI-Secolo)/
  3. Europa, uniti o divisi? L’Italia si scopre euroscettica – Acli Treviso, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.aclitreviso.it/notizie/item/979-europa-uniti-o-divisi-l-italia-si-scopre-euroscettica.html
  4. EUROSCETTICISMO – Istituto Rezzara, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://istitutorezzara.it/it/wp-content/uploads/2022/05/RezzaraNotizie-n.02_marzo-aprile-1718KB.pdf
  5. Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla XVI Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia – Quirinale, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.quirinale.it/elementi/103753
  6. Se il cielo e la terra cambiano posto e nessuno se ne accorge – Il Sole 24 ORE, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-02-16/se-cielo-e-terra-cambiano-posto-e-nessuno-se-ne-accorge-081554.shtml?uuid=ABUCGvw
  7. Siamo davvero il paese più antieuropeo d’Europa? – State of Mind, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.stateofmind.it/2015/10/senso-appartenenza-europa/
  8. una nuova frattura in europa? le radici del successo dei partiti euroscettici in italia, francia, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://oaj.fupress.net/index.php/qoe/article/download/9257/8210/14074
  9. Ue: Crolla il sentimento unitario degli Italiani – Eunews, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.eunews.it/2014/04/28/ue-crolla-il-sentimento-unitario-degli-Italiani/
  10. I dati Italiani dell’Eurobarometro: fiducia nell’UE e nel NextGenerationEU, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://italy.representation.ec.europa.eu/notizie-ed-eventi/notizie/i-dati-Italiani-delleurobarometro-fiducia-nellue-e-nel-nextgenerationeu-2024-12-10_it
  11. Opinione pubblica nell’Unione europea – CDE, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://cde-genova.unige.it/sites/cde-genova.unige.it/files/2023-03/Eurobarometro%20Standard%2098_Inverno%202022-2023.pdf
  12. Eurobarometro Standard 98 Inverno 2022 – 2023 – Commissione europea – European Union, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://italy.representation.ec.europa.eu/system/files/2023-03/Standard_Eurobarometer_98_Winter_2022-2023_National_Report_IT_IT.pdf
  13. Gli Italiani in rete sono sempre più euroscettici – Eunews, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.eunews.it/2017/03/01/gli-Italiani-rete-sempre-piu-euroscettici/
  14. Comunicare l’euroscetticismo. – Analisi degli spot elettorali dei partiti euroscettici dal 2008 al 2018 – IRIS, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://iris.uniroma1.it/retrieve/e3835321-8f75-15e8-e053-a505fe0a3de9/Tesi_dottorato_Stolfi.pdf
  15. L’Italia e l’UE – Una storia d’amore? – Un caso studio dell’euroscetticismo in Italia – DUO, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.duo.uio.no/bitstream/handle/10852/95874/1/TESI-FINALE-2022-HANNA-LUNAAS.pdf
  16. Framing migrations. Frames and representations in Italian news media | Request PDF – ResearchGate, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.researchgate.net/publication/343879467_Framing_migrations_Frames_and_representations_in_Italian_news_media
  17. Favorevole o Contrario all’Uscita dell’Italia dall’Euro? – Pro\Versi, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.proversi.it/discussioni/pro-contro/62-uscita-dell-italia-dall-euro
  18. 9 maggio 2024 – Festa dell’Europa: una riflessione sull’euroscetticismo, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://maurovarottoblog.com/2024/05/09/9-maggio-2024-festa-delleuropa-una-riflessione-sulleuroscetticismo/
  19. Elezioni europee ed euroscetticismo: un binomio inscindibile?, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.hikmasummit.com/archive/euroscetticismo
  20. Qualcosa è cambiato. Un nuovo euroscetticismo e una nuova frattura politica in Italia? – cise, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://cise.luiss.it/2018/11/13/qualcosa-e-cambiato-un-nuovo-euroscetticismo-e-una-nuova-frattura-politica-in-italia/
  21. Euroscetticismo: la fiducia nell’UE ai minimi storici – Youtrend, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.youtrend.it/2014/04/29/euroscetticismo-calo-fiducia-unione-europea/
  22. EUROSCETTICISMO: la forza di un fenomeno adattivo – BETA Italia, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://italy.beta-europe.org/2019/04/03/euroscetticismo-la-forza-di-un-fenomeno-adattivo/
  23. Il Governo Meloni e l’Unione europea: gli esordi del nuovo Esecutivo, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://case.univpm.it/sites/case.univpm.it/files/curti%20dic%202022.pdf
  24. Il recente passato euroscettico di Fratelli d’Italia – Linkiesta.it, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.linkiesta.it/2023/11/bugie-al-potere-carlo-canepa-giovanni-zagni-mimesis-estratto/
  25. Dalla CECA al Next Generation EU, come opinione pubblica e partiti Italiani hanno cambiato idea sull’integrazione europea, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://tesi.luiss.it/33154/1/642712_CARLETTI_VALERIO.pdf
  26. “Euroscetticismo e integrazione europea: una lettura storica” – UniGe.life, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://life.unige.it/sites/default/files/2024-06/Raimondi%20Santina%20Emanuela.pdf
  27. Libertà dei media in Italia: gravi criticità su pluralismo e informazione – cild.eu, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://cild.eu/blog/2025/04/29/liberta-dei-media-in-italia-gravi-criticita-su-pluralismo-e-informazione/
  28. Nell’Unione Europea libertà dei media sempre più a rischio: è in corso una “battaglia esistenziale” contro governi apertamente antidemocratici – Valigia Blu, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.valigiablu.it/media-freedom-report-2025-italia/
  29. Libertà dei media: Bruxelles “continua a monitorare” la situazione in Italia – Eunews, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.eunews.it/2024/09/12/liberta-media-italia-commissione-ue-emi/
  30. Italia sotto la lente di ingrandimento dell’Ue. Davvero lo stato di diritto è a rischio?, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://eurofocus.adnkronos.com/politics/stato-di-diritto-italia-unione-europea/
  31. Libertà di stampa: l’Italia crolla nella classifica di Reporter sans Frontières – Associazione Carta di Roma, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.cartadiroma.org/osservatorio/liberta-di-stampa-litalia-crolla-nella-classifica-di-reporter-sans-frontieres/
  32. Framing: come gestire la nostra comprensione degli eventi (frames), e la nostra comunicazione (evitando fakenews) – Pensiero Critico, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.pensierocritico.eu/framing.html
  33. A plea for the relaunch of frame analysis in the study of elite and mass attitudes on European integration, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.jcer.net/index.php/jcer/article/download/1235/964/7847
  34. Migranti, Italia è Paese con percezione più distorta in Ue. Presenze sovrastimate e ostilità maggiore di tutta Europa – Il Fatto Quotidiano, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/27/migranti-italia-e-il-paese-ue-in-cui-la-percezione-e-piu-distorta-presenze-sovrastimate-e-ostilita-maggiore-di-tutta-europa/4583970/
  35. Comunicazione strategica e lotta alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze da parte di attori stranieri – European Commission, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://commission.europa.eu/topics/countering-information-manipulation_it
  36. Disinformazione online e fake news, rapporto del Gruppo di esperti UE, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.affarieuropei.gov.it/it/comunicazione/notizie/disinformazione-online-e-fake-news-rapporto-del-gruppo-di-esperti-ue/
  37. Unione europea: Comece, “democrazie a rischio” per aumento di disinformazione e manipolazione. Occorre “un’azione coordinata” e “fact-checker di alta qualità e indipendenti” – AgenSIR, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.agensir.it/quotidiano/2025/6/20/unione-europea-comece-democrazie-a-rischio-per-aumento-di-disinformazione-e-manipolazione-occorre-unazione-coordinata-e-fact-checker-di-alta-qualita-e/
  38. Scienze internazionali e istituzioni europee (SIE) | Università degli Studi di Milano Statale, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.unimi.it/it/corsi/laurea-triennale/scienze-internazionali-e-istituzioni-europee-sie
  39. Diploma e Master in Alti Studi Europei | Fondazione Collegio Europeo di Parma, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.europeancollege.it/master-in-studi-europei/
  40. Burocrazia e giustizia, Confcommercio: Italia ultimo posto in UE – Help Consumatori, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.helpconsumatori.it/secondo-piano/confcommercio-burocrazia-e-giustizia-italia-ultimo-posto-in-ue/
  41. Italia 1° in Ue per pressione burocratica sulle imprese, ma al 26°posto per fiducia nella PA. Il report di Confartigianato, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.confartigianato.it/2023/04/studi-italia-1-in-ue-per-pressione-burocratica-sulle-imprese-ma-al-26posto-per-fiducia-nella-pa-il-report-di-confartigianato/
  42. Dal Pil al clima, il confronto fra Italia ed Europa – Lab24 – Sole 24 ORE, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://lab24.ilsole24ore.com/italia-classifiche-europee/
  43. Favorevole o Contrario all’Uscita dell’Italia dall’Euro? | Pro\Versi – Sintesi, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.proversi.it/discussioni/sintesi/62
  44. Migranti: il divario tra percezione e realtà – Italiani convinti che il 31% dei residenti in Italia sia straniero, il dato reale è invece 9%. I risultati di un nuovo sondaggio Ipsos. – Documenti – Archivio rivista – Immigrazione.it, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://immigrazione.it/rivista/articolo/7748
  45. Ciak MigrAction: indagine sulla percezione del fenomeno migratorio in Italia – Ipsos, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.ipsos.com/it-it/ciak-migraction-indagine-sulla-percezione-del-fenomeno-migratorio-italia
  46. APORIE DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA: TRA UNIVERSALISMO UMANITARIO E SOVRANISMO – fedOA, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, http://www.fedoa.unina.it/12884/1/aporie.pdf
  47. Gli Euroscettici – Cluster17, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://cluster17.com/gli-euroscettici_it/
  48. L’euroscetticismo cresce di più in Italia e spopola tra i giovani. Adesso la sfida parte dalle scuole – Fondapol, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.fondapol.org/en/in-media/leuroscetticismo-cresce-di-piu-in-italia-e-spopola-tra-i-giovani-adesso-la-sfida-parte-dalle-scuole/
  49. Il futuro dell’economia europea tra rischi geopolitici e frammentazione globale – Banca d’Italia, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-governatore/integov2024/Panetta_lectio_magistralis_23042024.pdf
  50. L’Italia nel processo di integrazione europea: dal sogno federale di De Gasperi alle attuali tendenze euroscettiche, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://tesi.luiss.it/24345/1/081682_BONANNI_FLAMINIA.pdf
  51. Alle origini dell’euroscetticismo italiano. Una proposta per superarlo | Il Foglio, accesso eseguito il giorno luglio 9, 2025, https://www.ilfoglio.it/esteri/2020/06/04/news/alle-origini-delleuroscetticismo-italiano-una-proposta-per-superarlo-320531/