Estratti dall’articolo “Per l’Europa democratica” di Dacia Maraini (in Corriere della sera, 12/9/2025)
Da ogni parte sento voci che criticano, denigrano, screditano, l’Europa. Perfino alcuni nostri
raffinati intellettuali parlano dell’Europa come se fosse ormai morta, pronta per essere
seppellita….
Per prima cosa io chiederei a chi
critica e inveisce, di proporre una alternativa. E troppo facile criticare, disprezzare una
realtà senza suggerire una possibile alternativa. Altrimenti sono parole al vento. Parole che
suonano suicide oltre tutto perché noi siamo l’Europa.
Ci abbiamo messo secoli per capire
che non dobbiamo scannarci perché abbiamo interessi comuni e radici che si intrecciano nel
sottosuolo etico e culturale….
L’Unione ci ha permesso una pace che è durata 8o anni e dura ancora.
E come trascurare la bella istituzione che è l’Erasmus’? …
Da ricordare inoltre lo Schengen …
Per ultimo vorrei citare la moneta unica …
Ma, come dice un ingegnoso personaggio di Rossini, nell’aria circola un venticello calunnioso dalla voce suadente, «un venticello impercettibile/ un’auretta gentile/ che insensibile, sottile/ leggermente, dolcemente, / incomincia a sussurrar….».
È la voce insinuante e avvincente dei Social che
suggerisce con parole apparentemente veritiere che la democrazia è ormai un attrezzo inutile,
che i valori europei sono falliti, che i nostri valori, le nostre idee, le nostre conquiste valgono
meno di una cicca.
A questo punto la mia ingenua ma opportuna domanda è: ammettiamo che
l’Europa e la democrazia siano in crisi: cosa vorreste mettere al suo posto? …
A me pare che, con tutte le sue spinose difficoltà , i suoi ritardi, i suoi conflitti, la libertà di pensiero, di parole e di movimento, ovvero l’essenza del cittadino responsabile e libero, siano per il momento garantite solo dalla democrazia. …
Noi siamo europei perché, dopo tanti disastri e tante false promesse, abbiamo scoperto alcuni valori che condividiamo e di cui dovremmo essere orgogliosi. I difetti ci sono e soprattutto ci sono
stati quando l’Europa era divisa, non aveva consapevolezza di sé e ci sono stati paesi che si sono creduti più forti, più bravi, più puri degli altri. Da tali pretese sono nati gli orrori del nazismo,
del fascismo e delle guerre fratricide. Ma proprio la vittoria sui razzismi e i nazionalismi che
hanno portato tanto strazio e dolore, ci ha fatto scoprire i valori che sono stati registrati
nella nostra bella Costituzione.
Eppure, il venticello oggi sta diventando più persuasivo e sussurra nell’orecchio soprattutto dei giovani e sostiene con voce seducente che ormai in epoca di tecnologia, ci vuole un governo di esperti tecnocrati, e la massa deve stare al gioco e
ubbidire. I soldi e il potere sono la sola misura di progresso e civiltà….
Un bel vento di cambiamento ci vuole, dicono molti. Senza rendersi conto che il venticello seducente che va crescendo, «prende forza a poco a poco/ diventa il tuono, la tempesta/ che nel sen della foresta/ va fischiando…».
Giù il cappello di fronte alla capacità del grande Rossini di capire la forza dei venticelli messi in moto da bocche interessate…
Ma è questo che vogliamo? Al posto di
una democrazia faticosamente conquistata vogliamo dare tutto il potere a dei ricchissimi
tecnocrati perché la sanno più lunga e hanno le armi in mano?
Almeno ditelo chiaro, amici che disprezzate la grandissima conquista che è la democrazia nata da secoli di errori e fallimenti. Ditelo sinceramente che volete buttare a mare la libertà del cittadino per amore della sicurezza e del guadagno….
Dacia Maraini