“Criptovalute e Stablecoins”: Analisi e confronto normativo UE-US

EUROPEISTI:          Il settore delle criptovalute sta vivendo una fase di profonda trasformazione, passando da nicchia speculativa a componente sempre più integrata nel sistema finanziario globale. Al centro di questa evoluzione si collocano le stablecoins, asset digitali progettati per mantenere una parità di valore con una valuta tradizionale.

Il nostro Ufficio Studi ha condotto -e qui presenta- un’analisi dettagliata delle criptovalute, con un focus specifico sulle stablecoins, esaminandone le tipologie, il funzionamento e, soprattutto, le profonde differenze normative tra gli Stati Uniti e la nostra Unione Europea.

  1. Il panorama delle Criptovalute e l’ascesa delle Stablecoins

Le criptovalute sono valute digitali o virtuali che utilizzano la crittografia per la sicurezza. A differenza delle valute tradizionali (fiat), sono decentralizzate e operano su una tecnologia chiamata blockchain. Se da un lato criptovalute come Bitcoin ed Ethereum sono note per la loro elevata volatilità, le stablecoins sono progettate per mantenere un valore stabile, ancorandolo a un’attività di riserva.

Le stablecoins svolgono un ruolo cruciale nell’ecosistema delle criptovalute, facilitando gli scambi, offrendo un rifugio sicuro dalla volatilità del mercato e consentendo applicazioni di finanza decentralizzata (DeFi).

  • Tipologie di Stablecoins

Esistono principalmente tre tipi di stablecoins, ciascuno con un meccanismo di stabilità distinto:

  1. Garantite da valuta fiat: sono le più comuni e sono garantite da riserve di valuta fiat, come il dollaro statunitense o l’euro, in un rapporto di 1:1. Esempi noti sono Tether (USDT) e USD Coin (USDC).
  2. Garantite da criptovalute: queste stablecoins sono garantite da un paniere di altre criptovalute. Per mitigare la volatilità delle riserve, sono spesso sovra-collateralizzate.
  3. Algoritmiche: non sono garantite da alcuna attività, ma utilizzano algoritmi e contratti intelligenti per gestire l’offerta di token e mantenere la stabilità del prezzo. Queste rappresentano la categoria più complessa e rischiosa.

Le stablecoins fungono da ponte essenziale, offrendo un’ancora di stabilità in un mercato noto per la sua volatilità. Il loro ruolo è multiforme:

  • Mezzo di scambio: permettono transazioni rapide e a basso costo, superando i tempi e i costi delle transazioni bancarie tradizionali.
  • Riserva di valore: consentono ai traders di “uscire” da posizioni volatili senza convertire i loro fondi in valuta fiat, rimanendo all’interno dell’ecosistema cripto.
  • Abilitatori della Finanza Decentralizzata (DeFi): sono la linfa vitale di piattaforme di prestito, scambio e generazione di rendimento, dove forniscono liquidità e un’unità di conto stabile.

EUROPEISTI:          La loro stabilità, tuttavia, non è sempre garantita. Eventi di “de-pegging“, dove una stablecoin perde il suo ancoraggio al valore di riferimento, hanno scosso il mercato in passato, evidenziando i rischi legati alla qualità delle riserve e alla robustezza dei meccanismi di stabilizzazione. Il caso più emblematico è stato il crollo di TerraUSD, una stablecoin algoritmica, che ha innescato un’ondata di sfiducia e ha accelerato la spinta verso una regolamentazione più stringente a livello globale.

  1. L’Approccio Europeo: chiarezza e sicurezza con il MiCA

L’Unione Europea si è posizionata all’avanguardia con l’adozione del Regolamento sui Mercati delle Cripto-attività (MiCA), un quadro normativo completo entrato pienamente in vigore alla fine del 2024 con l’obiettivo di creare un mercato unico e armonizzato, promuovendo l’innovazione in un ambiente sicuro e trasparente.

  • Dettagli del MiCA sulle Stablecoins:

Il MiCA classifica le stablecoins in due categorie principali con requisiti specifici:

  • E-Money Tokens (EMT): Stablecoins ancorate a una singola valuta fiat (es. un Euro digitale emesso privatamente). I loro emittenti devono essere autorizzati come Istituti di Moneta Elettronica (EMI) o enti creditizi, garantendo ai detentori un diritto di rimborso alla pari in qualsiasi momento.
  • Asset-Referenced Tokens (ART): Stablecoins che mantengono il loro valore facendo riferimento a un paniere di valute, materie prime o altre cripto-attività. Questi sono soggetti a requisiti di autorizzazione ancora più severi.
  • Requisiti chiave per tutti gli emittenti di stablecoins:
  • Autorizzazione e Sede Legale UE: l’emissione è riservata a entità giuridiche con sede nell’UE.
  • Gestione delle Riserve: obbligo di detenere riserve di alta qualità e liquide, segregate dai propri fondi, con un rapporto 1:1 rispetto ai token in circolazione.
  • Trasparenza e White Paper: necessità di pubblicare un documento informativo (white paper) chiaro e dettagliato, approvato dalle autorità competenti.
  • Vigilanza: la supervisione è affidata alle autorità nazionali, con un ruolo di coordinamento e di intervento diretto per le stablecoins “significative” (quelle con oltre 10 milioni di utenti o una capitalizzazione superiore ai 5 miliardi di euro) da parte dell’Autorità Bancaria Europea (EBA) e dell’Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati (ESMA).

EUROPEISTI:          L’approccio dell’UE è inequivocabilmente orientato alla stabilità finanziaria e alla protezione dei consumatori, imponendo regole simili a quelle del settore bancario tradizionale. Questo crea un ambiente prevedibile ma potenzialmente restrittivo per alcuni operatori, specialmente quelli non europei che dovranno adeguarsi per servire il mercato UE.

  • La via statunitense: un complesso intreccio di regole

A differenza della chiarezza del MiCA, il panorama normativo statunitense è un mosaico complesso e in piena evoluzione, caratterizzato dalla coesistenza e talvolta dalla sovrapposizione di competenze tra diverse agenzie federali e statali.

  • I Protagonisti della Regolamentazione:
  • Securities and Exchange Commission (SEC): sostiene che molte cripto-attività, incluse alcune stablecoins, siano “titoli” (securities) e debbano quindi sottostare a rigide leggi sulla registrazione e l’informativa. Le sue azioni di enforcement contro aziende come Ripple e Coinbase stanno definendo i confini del mercato.
  • Commodity Futures Trading Commission (CFTC): regolamenta i derivati su cripto-attività e considera le criptovalute principali come Bitcoin e Ethereum come “merci” (commodities).
  • Dipartimento del Tesoro: si concentra sui rischi legati al riciclaggio di denaro (AML) e al finanziamento del terrorismo (CFT), imponendo obblighi di segnalazione attraverso la sua agenzia FinCEN.
  • Proposte Legislative ed il “Genius Act”:

Nel tentativo di portare ordine, il Congresso ha discusso diverse proposte di legge. La più rilevante è il Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoinss Act (GENIUS Act), firmato in legge a luglio 2025. Questa legge crea per la prima volta un quadro federale per le “payment stablecoins”.

  • Punti chiave del GENIUS Act:
  • Licenze per Emittenti: stabilisce un regime di autorizzazione per gli emittenti di stablecoins, favorendo le entità che operano come sussidiarie di istituti di deposito assicurati.
  • Requisiti di Riserva 1:1: impone agli emittenti di mantenere riserve che coprano al 100% il valore dei token in circolazione, composte da contanti o titoli di stato a breve termine.
  • Vigilanza Federale e Statale: Crea un sistema di supervisione condivisa tra le autorità federali e i regolatori statali.
  • Norme AML/CFT: integra pienamente gli emittenti nel quadro normativo del Bank Secrecy Act.

A livello statale, New York si distingue per il suo regime BitLicense, che dal 2015 impone requisiti severi in materia di capitale, sicurezza informatica e protezione dei consumatori.

EUROPEISTI:          L’approccio statunitense, pur muovendosi verso una maggiore chiarezza con il Genius Act, rimane più orientato al mercato e all’innovazione, ma la sua frammentazione crea incertezza e costi di conformità significativi.

  1. Analisi Comparativa e Prospettive Future
Aspetto Chiave Unione Europea (MiCA) Stati Uniti (GENIUS Act & Mosaico Normativo)
Struttura Normativa Quadro unico, completo e armonizzato. Mosaico di leggi federali e statali, con un nuovo quadro specifico per le stablecoins.
Filosofia di Base Priorità alla protezione dei consumatori e alla stabilità finanziaria. Bilanciamento tra innovazione, competitività del mercato e protezione degli investitori.
Certezza Giuridica Molto alta, grazie a regole chiare e uniformi. In aumento, ma persistono aree di incertezza a causa delle giurisdizioni sovrapposte.
Impatto sull’Innovazione Potenziale effetto restrittivo a causa di requisiti stringenti. Maggiore flessibilità, ma il rischio di azioni di enforcement crea incertezza.
Accesso al Mercato Chiaro: necessaria entità legale e autorizzazione UE. Complesso: richiede la navigazione tra diverse licenze federali e statali.

 

  • Il Futuro: Stablecoins, CBDC e la Sovranità Monetaria

Il dibattito normativo si inserisce in un contesto più ampio che include lo sviluppo delle Central Bank Digital Currencies (CBDC). Mentre la Banca Centrale Europea prosegue con la fase di preparazione per un potenziale Euro digitale, gli Stati Uniti hanno mostrato una posizione più cauta, con alcune correnti politiche che si oppongono attivamente a un dollaro digitale per favorire le stablecoins private.

Questa divergenza strategica potrebbe avere profonde implicazioni geopolitiche:

  • L’UE mira a rafforzare la propria sovranità monetaria e a offrire un’alternativa pubblica e sicura alle stablecoins private, potenzialmente dominate dal dollaro.
  • Gli USA sembrano voler sfruttare l’innovazione del settore privato per mantenere la centralità del dollaro nel nascente sistema finanziario digitale.
  1. I Titani del Mercato: profilo dei maggiori attori

EUROPEISTI:          Il mercato delle criptovalute, pur fondato su un ideale di decentralizzazione, è di fatto influenzato e strutturato da una serie di attori centralizzati di immense dimensioni. Comprendere chi sono questi colossi, i loro modelli di business e, soprattutto, i rischi che incarnano è fondamentale per avere una visione completa del settore. In questa sezione profiliamo i principali protagonisti del mondo cripto e analizziamo i rischi intrinseci del trading di questi asset digitali.

  • Gli Stadi del Trading: gli “Exchange centralizzati”

Gli exchange sono il punto d’ingresso principale per la maggior parte degli utenti e il luogo dove si concentra la maggior parte del volume di scambi.

  • BINANCE: il gigante globale sotto esame
  • Profilo: fondato nel 2017, Binance è cresciuto esponenzialmente fino a diventare il più grande exchange di criptovalute al mondo per volume di scambi. Offre una gamma quasi illimitata di servizi: trading spot e di derivati, prestiti, staking, un launchpad per nuovi progetti e la propria blockchain (BNB Chain). La sua aggressiva strategia di espansione lo ha reso un nome familiare in quasi tutti i mercati globali.
  • Profilo di Rischio:
    • Rischio Normativo (Elevatissimo): Binance ha affrontato un’intensa pressione da parte dei regolatori di tutto il mondo. Ha subito indagini e restrizioni in numerosi paesi per presunte violazioni delle normative antiriciclaggio (AML) e per aver offerto servizi (come i derivati) senza le dovute licenze. La risoluzione di un’indagine pluriennale da parte del Dipartimento di Giustizia (DOJ) degli Stati Uniti ha portato a una multa record di oltre 4 miliardi di dollari e alle dimissioni del suo fondatore, Changpeng “CZ” Zhao, dalla carica di CEO.
    • Rischio Operativo e di Centralizzazione: la sua enorme dimensione lo rende un bersaglio primario per gli hackers. Sebbene abbia investito massicciamente in sicurezza, un eventuale fallimento dei suoi sistemi avrebbe conseguenze sistemiche per l’intero mercato.
    • Rischio di Mercato: il suo token nativo, BNB, e la stablecoin BUSD (ora in fase di dismissione) sono profondamente integrati nel suo ecosistema. Un crollo della fiducia in Binance potrebbe innescare una spirale negativa per questi asset.
  • COINBASE: il ponte regolamentato verso Wall Street
  • Profilo: Fondata nel 2012, Coinbase è la porta d’accesso al mondo cripto per il mercato statunitense. È una società quotata al NASDAQ, il che la sottopone a obblighi di trasparenza e rendicontazione finanziaria molto più stringenti rispetto ai suoi concorrenti privati. La sua strategia si è sempre basata su un approccio “compliance-first”, cercando di collaborare con i regolatori.
  • Profilo di Rischio:
    • Rischio Normativo (Elevato): nonostante il suo approccio cauto, Coinbase è in aperta battaglia legale con la SEC statunitense, che la accusa di operare come borsa valori, broker e agenzia di clearing non registrata, sostenendo che molti dei token listati sulla piattaforma sono in realtà “titoli” (securities). L’esito di questa causa è considerato un punto di svolta per l’intero settore negli USA.
    • Rischio di Business: i ricavi di Coinbase dipendono in modo critico dalle commissioni di transazione. Durante i “bear markets” (mercati ribassisti), quando i volumi di scambio crollano, i suoi profitti ne risentono pesantemente, come dimostrato dai suoi report trimestrali.
    • Rischio di Controparte: i clienti che detengono i loro asset su Coinbase si affidano alla sua solvibilità e sicurezza. Il crollo di FTX ha dimostrato che anche gli exchange apparentemente più solidi possono fallire, mettendo a rischio i fondi dei clienti.
  • I Pilastri della Liquidità: gli emittenti di Stablecoins

 

  • TETHER (USDT): il Re controverso
  • Profilo: Tether emette USDT, la stablecoin più grande e più utilizzata, l’olio che lubrifica gli ingranaggi del trading di criptovalute. È lo standard de facto per le coppie di trading sulla maggior parte degli exchange al di fuori degli Stati Uniti.
  • Profilo di Rischio:
    • Rischio di Trasparenza delle Riserve (Storicamente Elevato): per anni, Tether è stata al centro di polemiche riguardo alla composizione e all’effettiva esistenza delle riserve a garanzia di USDT. Sebbene ora pubblichi attestazioni trimestrali, persiste una certa opacità sulla qualità e la liquidità degli asset detenuti. Un’improvvisa “corsa agli sportelli” o la scoperta di ammanchi nelle riserve potrebbe innescare un panico sistemico.
    • Rischio di Controparte Bancaria: Tether si affida ad una rete di partner bancari e finanziari a livello globale. Un problema con uno di questi partner potrebbe complicare la gestione delle riserve e le operazioni di emissione/rimborso.
  • CIRCLE (USDC): l’alternativa trasparente
  • Profilo: Circle emette USDC, la seconda stablecoin per capitalizzazione, che si è affermata come l’alternativa “regolamentata e trasparente” a USDT. Le sue riserve sono composte esclusivamente da contanti e titoli di stato statunitensi a breve termine, e sono soggette ad audit mensili da parte di primarie società di revisione.
  • Profilo di Rischio:
    • Rischio di Dipendenza Bancaria (Moderato): la crisi delle banche regionali statunitensi del 2023 ha evidenziato questo rischio, quando Circle ha rivelato di avere una parte delle sue riserve depositate presso la Silicon Valley Bank, poi fallita. Sebbene la situazione si sia risolta, l’evento ha causato un temporaneo “de-pegging” di USDC, dimostrando la sua vulnerabilità a shock del sistema bancario tradizionale.
    • Rischio Regolamentare: in quanto entità con sede negli Stati Uniti, Circle è pienamente esposta all’evoluzione della normativa statunitense sulle stablecoins, come il GENIUS Act.
  1. Navigare nella tempesta: i rischi generali del trading di Criptovalute

Indipendentemente dalla piattaforma o dall’asset scelto, il trading di criptovalute comporta una serie di rischi intrinseci che ogni partecipante deve comprendere e gestire.

  • Volatilità Estrema: è la caratteristica più nota del mercato. I prezzi possono subire oscillazioni a due cifre in poche ore a causa di notizie, tweet o semplici dinamiche di mercato. Questa volatilità può portare a guadagni eccezionali ma anche a perdite altrettanto rapide e devastanti.
  • Rischio di Controparte e Custodia: come dimostrato dal catastrofico collasso di FTX nel 2022, detenere i propri asset su un exchange centralizzato significa affidarli a una terza parte. Se questa fallisce per frode, cattiva gestione o attacco hacker, i fondi dei clienti possono andare persi per sempre. Il mantra “not your keys, not your coins” (“non le tue chiavi, non le tue monete”) rimane un principio fondamentale.
  • Rischio di Sicurezza Informatica: gli hackers prendono costantemente di mira le infrastrutture del mondo cripto. I rischi includono il furto di fondi dagli exchange, ma anche attacchi diretti agli utenti tramite phishing, malware e truffe per rubare le chiavi private dei loro wallets personali.
  • Incertezza Normativa: il quadro legale è ancora in fase di definizione a livello globale. Un divieto improvviso, una nuova tassa o una sentenza sfavorevole in una giurisdizione chiave possono avere un impatto immediato e negativo sui prezzi.
  • Rischio di Liquidità: molti asset digitali al di fuori della top 10-20 hanno una liquidità limitata. Questo significa che tentare di vendere una posizione di grandi dimensioni può far crollare il prezzo, rendendo difficile uscire dall’investimento senza subire perdite significative (un fenomeno noto come “slippage“).
  • Manipolazione del Mercato: a causa della scarsa regolamentazione, i mercati cripto sono suscettibili a schemi di manipolazione come i c.d. “pump and dump“, dove un gruppo coordina l’acquisto di un token a bassa capitalizzazione per gonfiarne artificialmente il prezzo e poi venderlo in massa agli investitori ignari.
  • I vantaggi generali dell’adozione delle Criptovalute

EUROPEISTI:          Va rilevato che, comunque, l’adozione delle criptovalute e della tecnologia blockchain sottostante introduce un paradigma rivoluzionario con benefici tangibili, quali:

  • la Disintermediazione e l’Inclusione finanziaria: le criptovalute permettono trasferimenti di valore peer-to-peer (tra persone) senza la necessità di intermediari tradizionali come le banche. Questo riduce i costi e i tempi delle transazioni, specialmente per i pagamenti transfrontalieri, e offre un accesso a servizi finanziari di base a miliardi di persone “non bancarizzate” nel mondo, che dispongono di un semplice smartphone.
  • Il Controllo e la Sovranità individuale: a differenza dei conti bancari, che possono essere congelati o controllati da terzi, le criptovalute detenute in un portafoglio personale (wallet) sono sotto il pieno e unico controllo del proprietario. Questo incarna il principio “be your own bank” (sii la tua banca), offrendo una forma di sovranità finanziaria senza precedenti.
  • La Trasparenza e l’Immutabilità: le transazioni registrate su una blockchain pubblica sono visibili a tutti e non possono essere alterate o cancellate una volta confermate. Questo crea un livello di trasparenza radicale, potenzialmente in grado di ridurre frodi e corruzione in numerosi settori.
  • Innovazione e nuovi Modelli economici: la tecnologia blockchain abilita la “moneta programmabile” e gli smart contracts (contratti intelligenti), che sono alla base della Finanza Decentralizzata (DeFi). La DeFi sta reinventando servizi come prestiti, scambi e assicurazioni in modo più aperto, efficiente e accessibile.
  • CONCLUSIONI di Noi EUROPEISTI

 

  • Consigli per il Risparmiatore Digitale

Per i cittadini che desiderano avvicinarsi a questo settore, non come trader professionisti ma come risparmiatori prudenti, è essenziale adottare soluzioni migliorative che mitighino i rischi.

  1. Principio della Conoscenza (DYOR – Do Your Own Research): la prima e più importante forma di tutela è l’istruzione. Prima di investire un singolo euro, è fondamentale studiare i fondamenti di un progetto: qual è la sua utilità? Chi è il team di sviluppo? Qual è la sua tokenomics (economia del token)? Non investire mai in qualcosa che non si comprende a fondo.
  2. Diversificazione Intelligente: “Non mettere tutte le uova nello stesso paniere” è una regola d’oro. Un portafoglio dovrebbe essere diversificato non solo tra diverse criptovalute (es. una quota in Bitcoin come riserva di valore, una in Ethereum per l’esposizione alla DeFi), ma anche e soprattutto tra cripto e asset tradizionali (azioni, obbligazioni, immobili). Le criptovalute dovrebbero rappresentare solo una piccola parte di un portafoglio ben bilanciato.
  3. Strategia del “Piano di Accumulo” (DCA – Dollar-Cost Averaging): invece di tentare di “prevedere il mercato” (un’impresa quasi impossibile), questa strategia consiste nell’investire una somma fissa a intervalli regolari (es. 100€ ogni mese). In questo modo si acquista di più quando i prezzi sono bassi e di meno quando sono alti, mediando il prezzo di carico e riducendo l’impatto della volatilità.
  4. Auto-Custodia consapevole (Self-Custody): per ridurre il rischio di controparte (il fallimento di un exchange come FTX), è cruciale imparare a custodire i propri fondi in un wallet personale, preferibilmente un hardware wallet (un dispositivo fisico simile a una chiavetta USB). Questo garantisce il pieno controllo dei propri asset, seguendo il mantra: not your keys, not your coins (non le tue chiavi, non le tue monete).

 

  • Raccomandazioni e proposte per l’UE

Come visto, l’Unione Europea ha già fatto un passo da gigante con l’introduzione del Regolamento sui Mercati delle Cripto-attività (MiCA), che stabilisce regole chiare per gli emittenti e i fornitori di servizi. Tuttavia, per tutelare appieno i risparmiatori, l’UE dovrebbe potenziare la sua azione su più fronti, come ad esempio:

  • Campagne di Educazione Finanziaria Pan-Europee: l’UE dovrebbe promuovere e finanziare programmi educativi a livello comunitario, diffusi attraverso scuole, università e media, per spiegare in modo chiaro e imparziale non solo le opportunità, ma soprattutto i rischi specifici delle criptovalute, dalla volatilità alle truffe.
  • Regole Chiare e Stringenti sulla Pubblicità: è necessario un giro di vite sulla pubblicità ingannevole ed aggressiva, specialmente quella veicolata da influencer e celebrità sui social media. L’UE dovrebbe imporre avvertenze di rischio ben visibili e standardizzate (simili a quelle sui prodotti del tabacco o finanziari complessi) e sanzionare pesantemente chi promuove progetti senza la dovuta trasparenza sui rischi e sui propri conflitti di interesse.
  • Istituzione di un “Fondo di Garanzia”: sul modello del fondo interbancario che protegge i depositi fino a 100.000€, l’UE potrebbe studiare la creazione di un fondo di garanzia europeo per i clienti degli exchange Questo fondo, finanziato dagli stessi operatori, potrebbe coprire le perdite degli utenti fino a un certo limite in caso di fallimento o attacco hacker dell’exchange, aumentando enormemente la fiducia nel settore regolamentato.
  • Vigilanza Proattiva sulla DeFi: il MiCA si concentra sugli attori centralizzati. La prossima frontiera della regolamentazione è la Finanza Decentralizzata. L’UE dovrebbe creare delle task force specializzate e dei “regulatory sandbox” (ambienti di test controllati) per studiare la DeFi, comprenderne i rischi specifici e sviluppare un approccio normativo “intelligente” che tuteli i consumatori senza soffocare l’innovazione.