EUROPEISTI: osserviamo e denunciamo una crescente tendenza in alcuni settori dei Media italiani a dare risalto a posizioni anti-europeiste e filorusse, contribuendo a modellare un dibattito pubblico che si allinea acriticamente alle narrazioni promosse da Mosca. Questa inclinazione si manifesta attraverso la copertura esasperata di dichiarazioni contro l’Unione Europea o il sostegno a visioni critiche delle politiche occidentali.
Analizziamo due recenti casi che si inseriscono in un più ampio contesto di guerra dell’informazione, in cui la Russia putiniana investe attivamente per erodere il consenso e la coesione dell’Unione Europea e della NATO. L’effetto combinato di queste narrazioni -cui diversi Media italiani fanno da megafono- è quello di indebolire l’immagine dell’UE, legittimare la posizione russa e polarizzare l’opinione pubblica in Italia.
- Il Caso Viktor Orbán: la narrazione dell’Irrilevanza Europea
L’enorme risalto dato alle dichiarazioni del Premier ungherese, Viktor Orbán, nella recente visita in Italia, è un esempio di come i Media possano amplificare selettivamente una narrativa che punta a screditare l’Unione Europea (UE) e le sue politiche in un momento geopolitico cruciale.
Dinamiche di Framing:
- Il Discredito dell’UE come Attore Globale: quando Orbán afferma che “L’Unione europea non conta nulla” nel conflitto russo-ucraino e che lui parlerà direttamente con Donald Trump per rimuovere le sanzioni a Mosca, il framing mediatico che ne consegue è quello di una UE fallimentare, inefficace e marginale.
- Impatto: questa narrazione si adatta perfettamente alle tesi anti-europeiste, suggerendo che l’unica via d’uscita per l’Italia (e per l’Europa) sia quella di abbandonare la linea unitaria di Bruxelles e cercare soluzioni individuali o con potenze esterne (come gli USA di Trump o, implicitamente, la Russia).
- L’Amplificazione della Voce Dissidente: Orbán è noto come il principale oppositore interno alle politiche unitarie UE, specialmente quelle relative a sanzioni e sostegno all’Ucraina. Dare un risalto sproporzionato alle sue dichiarazioni, anche quando vengono parzialmente smentite o criticate da altri leader italiani (come il Ministro degli Esteri), serve a normalizzare il dissenso radicale e a dargli un peso politico che altrimenti non avrebbe nella sfera pubblica italiana.
- La Scelta della Notizia: l’enfasi non è posta sulla coesione o sulle repliche europeiste, ma sul conflitto e sulla critica radicale. I titoli di giornale e i servizi radio-televisivi tendono a focalizzarsi sull’attacco all’UE e sulla proposta di togliere le sanzioni alla Russia, offrendo una piattaforma diretta a una narrazione che, di fatto, è funzionale agli interessi di Mosca (che desidera la fine delle sanzioni e la frammentazione europea).
- Il Caso della violazione aerea: propaganda per Equivalenza (False Equivalence)
Il modo in cui alcuni Media hanno trattato la smentita russa sulla violazione dello spazio aereo è un chiaro esempio di come si possa veicolare una narrazione filorussa attraverso il meccanismo della “falsa equivalenza” o dell’amplificazione del negazionismo.
Dinamiche di Falsa Equivalenza:
- Il Fatto Accertato vs. La Negazione Politica:
- Fatto: i caccia russi hanno violato lo spazio aereo di un Paese NATO (ad esempio l’Estonia). I piloti dell’Aeronautica Militare italiana, con i loro F-35 nell’ambito della missione NATO di Air Policing, sono decollati (scramble) per intercettarli. I piloti italiani sono testimoni diretti.
- Negazione: il Ministero della Difesa russo smentisce l’accaduto, sostenendo che i voli si sono svolti su “acque neutrali”.
- Il Trattamento Mediatico: invece di riportare l’incidente (violazione) e la risposta NATO (intercettazione italiana) come notizia principale, e la smentita russa come dettaglio politico prevedibile, diversi Media hanno impostato i titoli e l’articolo sul conflitto tra le due versioni. Ad esempio: “Mosca smentisce che i jet russi abbiano violato lo spazio aereo” o persino menzionando l’ipotesi di “false flag NATO”
- L’Effetto sul Pubblico: Presentando la versione NATO (supportata da testimonianze dirette e procedure militari standard) e la versione russa (negazione politica) come due versioni equivalenti e parimenti plausibili, il risultato non è l’oggettività, ma la creazione di dubbio. Si insinua nell’opinione pubblica che: a) Le affermazioni della NATO (e implicitamente dell’Italia) potrebbero essere esagerate o addirittura false. b) Non è possibile fidarsi delle fonti occidentali. c) La Russia potrebbe avere ragione.
EUROPEISTI: Questo approccio mina la fiducia nelle istituzioni di difesa e sicurezza nazionali e alleate, e serve direttamente l’obiettivo della propaganda russa di delegittimare la deterrenza NATO e la sua presenza nell’Europa orientale. La tendenza non è sempre quella di creare attivamente propaganda, ma di selezionare e dare forma alle notizie in modo che le voci critiche sull’UE e le smentite della Russia ricevano una risonanza sproporzionata, distorcendo l’equilibrio del dibattito e mettendo in discussione i fatti accertati.
EUROPEISTI: Le cause dell’atteggiamento ambivalente o favorevole alle tesi anti-europeiste e filorusse in diversi Media italiani sono complesse e non riducibili a un unico fattore. Si tratta di una combinazione di influenze che spaziano dalla manipolazione esterna deliberata a strutturali debolezze interne del sistema informativo italiano.
Cause dell’Atteggiamento Mediatico Italiano
L’orientamento di parte della stampa e delle televisioni italiane può essere ricondotto a tre macro-aree di influenza:
- Fattori di Manipolazione e Infiltrazione Esterna
Il primo elemento da considerare è la possibilità di interferenze attive e mirate da parte di potenze straniere, in particolare la Russia.
- Disinformazione Strategica: la Russia ha storicamente e continua a investire in un complesso ecosistema di disinformazione che comprende canali mediatici di Stato (sebbene alcuni oscurati), social media, agent of influence e reti web. L’Italia è stata più volte identificata come un terreno fertile e particolarmente esposto a questa propaganda.
- Agenti di Influenza: storicamente, e secondo alcune analisi, Mosca ha reclutato e influenzato personalità nel sistema mediatico, politico e intellettuale italiano. Questi individui possono involontariamente o deliberatamente diffondere narrazioni favorevoli al Cremlino, modernizzando un sistema di influenza che risale all’epoca sovietica.
- Obiettivo di Destabilizzazione: l’obiettivo principale di tale attività non è solo “far piacere la Russia”, ma destabilizzare il dibattito democratico, erodere la fiducia nelle istituzioni occidentali (UE e NATO) e creare polarizzazione su temi cruciali come l’immigrazione, l’economia e la politica estera.
- Fattori Strutturali e di Contesto Nazionale
Queste cause risiedono nella natura e nelle debolezze intrinseche del sistema politico e mediatico italiano.
| Causa | Descrizione |
| Provincialismo e “Pagellino Interno” | Diversi Media non sono capaci di “sprovincializzare” i temi internazionali. I temi di politica estera (come la guerra in Ucraina o le tensioni UE) vengono troppo spesso ridotti a scontri di politica interna (“litigi tra politici nazionali”), dove la sostanza geopolitica è sacrificata in favore della narrazione dello scontro politico tra governo e opposizione. L’UE, in particolare, è vista come un’arena dove si danno “pagellini” ai leader italiani. |
| Basso Livello di Specializzazione | Molte analisi criticano la mancanza di una opportuna specializzazione in geopolitica e in particolari aree del mondo all’interno delle redazioni italiane. Questo porta i Media a dover ricorrere a un numero ristretto di “esperti” o a dare spazio a voci che, pur mancando di competenza diretta, offrono un punto di vista più sensazionalistico o allineato alla linea editoriale. |
| Eccessiva Presenza in TV di Voci Pro-Cremlino | In particolare, nelle trasmissioni televisive, c’è stata una rilevata onnipresenza di ospiti pro-Putin o con posizioni ambigue sulla Russia. Questa scelta editoriale crea un’illusione di equilibrio tra due narrazioni che non sono sullo stesso piano (i fatti documentati contro la propaganda), portando a un’ulteriore normalizzazione delle tesi filorusse. |
| Il “Fattore Emozione” e l’Economicismo | Il dibattito pubblico italiano è molto sensibile ai costi economici (inflazione, energia) delle sanzioni e della linea occidentale. Alcuni Media amplificano la retorica secondo cui un rapido “dialogo” con Mosca risolverebbe i problemi economici, privilegiando un pragmatismo economico che ignora le implicazioni etiche e geopolitiche dell’aggressione russa. |
- Fattori di Domanda (L’Opinione Pubblica)
Un’ulteriore causa risiede in una parte dell’opinione pubblica italiana, che è più ricettiva a certe narrazioni:
- Ereditarietà Ideologica: esiste una fetta di popolazione e di intellettuali, spesso legata a determinate tradizioni politiche (sia di estrema destra che di una certa sinistra), che storicamente nutre una diffidenza verso gli USA e la NATO e una tendenza a simpatizzare per Mosca come “antagonista” all’egemonia americana.
- Critica all’Ipocrisia Occidentale: molti cittadini sono sensibili alle accuse di “ipocrisia geopolitica occidentale” (riferimenti a Kosovo, Iraq, Libia, ecc.), rendendoli più propensi ad accettare la narrazione russa che inquadra il conflitto ucraino non come un’aggressione, ma come una risposta legittima all’espansionismo NATO.
EUROPEISTI: la verità è che non si tratta solo di manipolazione deliberata (che esiste a livello di ingerenza esterna) ma anche di incompetenza strutturale e provincialismo dei Media italiani, che, uniti, creano un terreno fertile per la penetrazione delle narrazioni anti-europeiste e filo-putiniane.