EUROPEISTI: Benvenuto il recente, forte, impulso di iniziative delle istituzioni e della società civile europea!
Si è sempre registrato che i progressi maggiori nell’integrazione sono scaturiti da situazioni di crisi: ora, forse, auspicabilmente, si sta procedendo ad una fase concreta di risoluzione dei nodi da tempo venuti al pettine spostando l’agenda dal “regolamentare tutto” all’implementazione ed alla competitività industriale.
Dal “Clean Industrial Deal” (successore e riparatore dello sbilanciato “Green Deal”) per garantire che la decarbonizzazione non porti alla deindustrializzazione dell’Europa, mediante massicci investimenti in infrastrutture energetiche per ridurre i costi e semplificare le autorizzazioni, al piano d’azione “REsourceEU” per sostenere il Made in Europe e ridurre la dipendenza esterna -col “Critical Raw Material Act”- velocizzando la diversificazione delle forniture.
Dal programma per l’industria della Difesa europea “EDIP/SAFE” per investire nella produzione industriale mediante appalti comuni, alla nuova Unione di Risparmi e degli Investimenti (SIU, dalle ceneri della vecchia “Capital Markets Union”) per armonizzare leggi fiscali e fallimentari tra gli SM creando prodotti di risparmio pan-europei e permettendo ai capitali privati di finanziare le transizioni verde e digitale, fino ai nuovi mandati di vigilanza e supervisione dell’ESMA (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati).
Dall’implementazione dello strategico “AI Act” con la recente piena operatività del “AI Office” presso la Commissione, al nuovo Patto per l’Agricoltura con meno burocrazia ambientale rigida mediante la sospensione di alcuni obblighi di riposo dei terreni e focus sulla garanzia di un “reddito equo” agli agricoltori nella catena alimentare, rafforzandone il potere contrattuale nei confronti della GDO.
Non da poco anche gli appelli al Coraggio Europa! della società civile come quelli di Nathalie Tocci su La Stampa (3/12) e Paolo Valentino sul Corriere della Sera (4/12), fino al lancio della “Europa Power Initiative” (scaturita dalla Dichiarazione di Strasburgo del 30 novembre 2025) che opera su confini tematici e strategici con l’obiettivo di trasformare l’Unione Europea da “gigante economico e nano politico” a potenza globale a tutto tondo, usando meglio le carte già a disposizione della nostra Europa sui tavoli internazionali, difendendo gli interessi dei cittadini europei e collaborando con coloro che condividono la convinzione che regole comuni, cooperazione ed equità debbano prevalere sulla legge del più forte, sull’unilateralismo e sull’ineguaglianza.
Dall’aggressione militare russa, quella commerciale cinese ed il disallineamento Trumpiano può finalmente derivare il salto di qualità nel progetto unitario europeo che rimane assolutamente prioritario nell’interesse nazionale dell’Italia.