Pagamenti Digitali
l’Italia tra Integrazione europea,
Stablecoins e Moneta Elettronica (*)
Il settore dei pagamenti digitali in Italia sta vivendo una fase di profonda trasformazione, culminata nel 2024 con il superamento del contante in termini di valore transato. Questo progresso è alimentato da una rapida espansione di soluzioni innovative come il Buy Now Pay Later (BNPL) e da una crescente adozione di infrastrutture moderne, inclusi i Software POS.
Tuttavia, nonostante questa dinamica positiva a livello nazionale, l’Italia si trova ancora al 24° posto su 27 paesi dell’Unione Europea per numero di transazioni pro capite con carta, evidenziando un divario significativo rispetto alla media europea e a nazioni comparabili come Spagna e Francia.
Il panorama normativo europeo sta modellando in modo determinante il futuro delle stablecoins e della moneta elettronica. Il Regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets Regulation) ha già reso operative le disposizioni relative alle stablecoins da giugno 2024, con le altre normative in vigore da dicembre 2024, fornendo un quadro legale armonizzato essenziale per la protezione degli investitori e la stabilità finanziaria.
Parallelamente, il progetto dell’Euro Digitale, guidato dalla Banca Centrale Europea, è in una fase avanzata di preparazione, con l’obiettivo strategico di rafforzare la sovranità monetaria europea, ridurre la dipendenza da schemi di pagamento non europei e offrire una soluzione di pagamento digitale pubblica, sicura e accessibile a tutti i cittadini.
Un’analisi comparativa con Spagna e Francia rivela che questi paesi mostrano tassi di adozione più elevati in diverse aree dei pagamenti digitali e hanno implementato normative nazionali proattive, offrendo preziosi spunti per l’Italia in termini di strategie di digitalizzazione e armonizzazione.
EUROPEISTI: Per accelerare la transizione digitale e rafforzare il posizionamento dell’Italia nel contesto europeo, proponiamo le seguenti azioni strategiche:
- Accelerare l’adozione e l’inclusione digitale: occorre implementare campagne di sensibilizzazione mirate e incentivi per superare la preferenza per il contante, promuovendo l’uso di pagamenti istantanei e digital wallet attraverso la semplificazione dell’esperienza utente e la comunicazione dei benefici in termini di sicurezza e convenienza.
- Rafforzare l’infrastruttura e la Sicurezza: necessario aumentare gli investimenti in cybersecurity e nelle tecnologie di rilevamento frodi, essenziali per costruire e mantenere la fiducia nel sistema digitale. È fondamentale sviluppare sistemi resilienti agli attacchi informatici e garantire la protezione dei dati personali.
- Promuovere l’innovazione e la competizione: bisogna sostenere attivamente l’implementazione dell’Open Finance (FIDAR) e del progetto Euro Digitale per stimolare lo sviluppo di nuovi servizi, ridurre la dipendenza da schemi di pagamento esterni e favorire l’emergere di soluzioni paneuropee.
- Armonizzazione normativa e collaborazione europea: occorre assicurare il pieno allineamento con le normative UE (es. MiCA, PSD3/PSR) e rafforzare la collaborazione tra le autorità nazionali ed europee per un mercato dei pagamenti integrato, coerente e competitivo. È cruciale colmare le lacune nei Dati e nel monitoraggio per valutare l’impatto delle politiche.
Introduzione
- Il panorama in evoluzione dei Pagamenti Digitali
Il sistema dei pagamenti è riconosciuto come un pilastro fondamentale che abilita gli scambi economici, sostenendo l’attività produttiva e promuovendo la crescita complessiva di un’economia. Le tecnologie digitali stanno rivoluzionando questo settore, introducendo soluzioni sempre più avanzate, efficienti, accessibili e inclusive. Questa trasformazione non è un mero aggiornamento tecnico, ma un cambiamento strutturale che ridefinisce il modo in cui individui e imprese interagiscono finanziariamente.
Nell’ultimo decennio, la tecnologia e la digitalizzazione hanno modificato radicalmente le abitudini di consumo e gli stili di vita, rendendo inevitabile l’evoluzione della moneta e del sistema dei pagamenti. Il mercato dei pagamenti ha assistito a un’accresciuta competizione, alimentata dall’ingresso di nuovi operatori fintech e big tech che hanno introdotto soluzioni digitali innovative e spesso più convenienti rispetto ai modelli tradizionali.
Questa dinamica competitiva, unita all’importanza strategica dei pagamenti digitali come infrastruttura economica critica, implica che il loro sviluppo non è solo un’opportunità, ma un imperativo per la crescita e la competitività economica. La capacità di un paese di adottare e innovare in questo settore può influenzare profondamente la sua rilevanza economica a livello globale.
La Banca Centrale Europea (BCE), ad esempio, sottolinea come la mancanza di una soluzione di pagamento europea possa portare ad una dipendenza da soluzioni non europee, con rischi per la stabilità finanziaria e la sovranità monetaria. Pertanto, un approccio proattivo da parte delle autorità e degli operatori italiani è essenziale non solo per facilitare l’adozione, ma anche per garantire che l’innovazione sia inclusiva e che il mercato rimanga competitivo e sicuro, riducendo la dipendenza da soluzioni esterne.
- Obiettivi e struttura del Rapporto
Il presente rapporto (*) analizza lo stato attuale del settore dei pagamenti digitali in Italia, valutandone il posizionamento e le prospettive nell’ottica dell’integrazione europea. Vengono approfonditi il ruolo e l’evoluzione di stablecoins e moneta elettronica, con un’analisi comparativa rispetto ad alcuni Paesi europei.
Quali attori politici, Noi EUROPEISTI formuliamo altresì proposte concrete per il miglioramento e lo sviluppo del settore, mirando a fornire insight strategici e raccomandazioni pratiche per gli stakeholders del comparto.
Stato attuale dei pagamenti digitali in Italia
- Tendenze di adozione e crescita del mercato (2024-2025)
- Superamento del contante e diffusione del BNPL
Come accennato Supra, il 2024 ha segnato un momento storico per l’Italia: per la prima volta, i pagamenti digitali hanno superato il contante in termini di valore transato, indicando una trasformazione epocale nel panorama dei pagamenti. Questo cambiamento è il risultato di un’accelerazione nell’adozione di strumenti digitali, spinta da diversi fattori, tra cui l’espansione del Buy Now Pay Later (BNPL).
Il BNPL si è affermato come una delle soluzioni di pagamento più dinamiche, raggiungendo i 6,8 miliardi di euro nel 2024, con una crescita impressionante del 46% rispetto al 2023. Questa modalità continua ad attrarre nuovi utenti grazie alla possibilità di dilazionare i pagamenti senza interessi, rendendo gli acquisti di valore più elevato più accessibili.
L’attrattiva del BNPL è particolarmente evidente per gli acquisti di importo significativo. I dati mostrano uno scontrino medio di 731 euro per le transazioni BNPL in-store, significativamente superiore ai 171 euro per quelle online. Il numero di pagamenti dilazionati ha raggiunto i 32,4 milioni nel 2023, con un aumento del 45% rispetto all’anno precedente. Questa crescita sottolinea una forte domanda di flessibilità finanziaria da parte dei consumatori, che vedono nel BNPL uno strumento per gestire meglio il proprio budget, anche per acquisti importanti.
Nel complesso, il transato con strumenti di pagamento digitali in Italia ha raggiunto i 400 miliardi di euro nel 2023, segnando una crescita a doppia cifra del +12% rispetto all’anno precedente. Questo dato conferma la traiettoria positiva del mercato e la crescente consapevolezza dei consumatori italiani verso le opportunità offerte dai pagamenti elettronici.
EUROPEISTI: La diffusione del BNPL agisce come un catalizzatore per l’adozione digitale, spingendo i consumatori ad utilizzare metodi di pagamento elettronici anche per transazioni che, in assenza di opzioni di dilazione, potrebbero essere state effettuate in contanti o posticipate. Questo trend offre ampie opportunità per l’integrazione di soluzioni di pagamento digitale in settori merceologici diversi, ma richiede anche un’attenta considerazione normativa per garantire la sostenibilità e la protezione dei consumatori, evitando il rischio di sovra-indebitamento.
- Evoluzione dei POS ed innovazioni tecnologiche
La modernizzazione dell’infrastruttura di accettazione dei pagamenti è un altro fattore chiave della crescita digitale in Italia. Il numero di POS ha raggiunto i 3,5 milioni nel 2024, con una notevole crescita delle soluzioni Software POS, passate da quasi 40.000 unità installate nel 2023 a 152.000 nel 2024. Questa espansione indica un passaggio da hardware dedicati a soluzioni più flessibili e basate su software, che possono essere integrate in dispositivi esistenti come smartphone e tablet.
Parallelamente, il settore automotive e le Big Tech stanno investendo massicciamente nell’integrazione di sistemi di pagamento direttamente all’interno dei veicoli. L’obiettivo è semplificare operazioni quotidiane come il rifornimento ed il parcheggio, rendendo il pagamento un’esperienza quasi “invisibile” e senza attriti. Questa tendenza, sebbene ancora agli inizi, prefigura un futuro in cui i pagamenti saranno sempre più incorporati nelle attività quotidiane, riducendo la necessità di interazioni manuali con terminali o contante.
I digital wallets stanno guadagnando terreno in modo significativo, rappresentando il 9,2% delle carte di credito attive e il 20,2% del loro transato totale. Inoltre, circa un pagamento elettronico su sette in negozio viene effettuato tramite smartphone o wearable, indicando una crescente familiarità e preferenza per queste modalità.
EUROPEISTI: La digitalizzazione dei POS e l’integrazione dei pagamenti in contesti come l’automotive, insieme alla diffusione dei digital wallets, sono chiari segnali di una ricerca di maggiore efficienza e convenienza nelle transazioni. Questa evoluzione non solo riduce gli attriti per consumatori ed esercenti, ma promuove anche volumi di transazioni più elevati ed una maggiore adozione complessiva dei pagamenti digitali. Per l’Italia, ciò rappresenta un’opportunità per superare le infrastrutture di pagamento tradizionali, concentrandosi su soluzioni software-defined e integrate, accelerando così la trasformazione digitale del commercio.
Tabella 1: Valore e Volume dei Pagamenti Digitali in Italia (2023-2024)
| Indicatore | Valore (2023) | Valore (2024) | Crescita (%) | Fonte |
| Transato totale pagamenti digitali | €400 miliardi | N.D. | +12% (vs 2022) | |
| Transato BNPL | €4,6 miliardi | €6,8 miliardi | +46% (vs 2023) | |
| Pagamenti dilazionati (volume) | 32,4 milioni | N.D. | +45% (vs 2023) | |
| POS installati | N.D. | 3,5 milioni | N.D. | |
| Software POS installati | ~40.000 | 152.000 | +280% (vs 2023) | |
| Pagamenti in negozio da smartphone/wearable | 1 su 7 pagamenti elettronici | N.D. | N.D. |
Note:
N.D. = Non Disponibile nei dati forniti.
- Il quadro normativo nazionale ed il ruolo della Banca d’Italia
- Normative chiave e limiti all’uso del contante
Il quadro normativo italiano, in linea con gli obiettivi europei, mira ad incentivare l’uso dei pagamenti digitali. Un esempio significativo è la normativa che impone l’obbligo di effettuare transazioni tra privati di importo superiore a 1.000 euro con strumenti alternativi al contante, come stabilito dall’articolo 18 del D.L. n. 124/2019. Questo limite si estende anche ai servizi di rimessa di denaro. La Banca d’Italia svolge un ruolo centrale nella definizione e nell’applicazione di questo quadro normativo, recependo direttive europee fondamentali come la PSD2 (Direttiva 2015/2366) e regolamenti sulle commissioni interbancarie (Regolamento UE 2015/751).
EUROPEISTI: Nonostante queste chiare direttive normative che spingono verso il digitale, l’Italia fatica a colmare il divario di adozione rispetto ad altri paesi europei. Il nostro Paese si posiziona ancora al 24° posto su 27 in Europa per numero di transazioni pro capite con carta. La spinta normativa da sola non è sufficiente a superare le resistenze culturali e le percezioni sui costi per gli esercenti, che rimangono ostacoli significativi.
Un esempio di questa resistenza è stata la decisione dell’attuale Governo italiano di ritirare un piano che prevedeva sanzioni per gli esercenti che rifiutavano i pagamenti con carta, nonostante i dati indicassero una transizione digitale inevitabile. Questo episodio evidenzia che l’efficacia della transizione digitale in Italia richiede un approccio più sfumato, che combini la regolamentazione con campagne di sensibilizzazione, incentivi mirati e un’attenta gestione delle preoccupazioni del pubblico, piuttosto che affidarsi esclusivamente a mandati. La percezione dei costi e la familiarità con il contante continuano a influenzare le scelte dei consumatori e degli esercenti, nonostante studi dimostrino che i costi occulti del contante (es. furti, assicurazioni, trasporto) sono superiori a quelli dei pagamenti con carta.
- Sicurezza dei pagamenti e rischi Cyber
La sicurezza informatica è una preoccupazione crescente nel sistema finanziario italiano e rappresenta un potenziale freno all’adozione diffusa dei pagamenti digitali. Le segnalazioni di incidenti cyber gravi pervenute alla Banca d’Italia sono aumentate significativamente, passando da 13 nel 2022 a 30 nel 2023. Questo incremento evidenzia una vulnerabilità crescente del sistema e la necessità di rafforzare le difese. La fiducia è un elemento cruciale nelle transazioni finanziarie, ed un aumento degli incidenti cyber può erodere la fiducia di consumatori e imprese, potenzialmente rallentando il passaggio ai pagamenti digitali o addirittura causando un ritorno al contante per una percezione di maggiore sicurezza.
EUROPEISTI: Sebbene le nuove tecnologie possano migliorare l’accessibilità e l’efficienza, esse comportano anche nuovi rischi, inclusi quelli legati al consumo energetico dei Data centers e delle criptovalute. Per garantire una transizione digitale sostenibile, l’Italia deve prioritizzare lo sviluppo di un ambiente di pagamenti digitali non solo efficiente e accessibile, ma anche intrinsecamente sicuro e trasparente riguardo ai rischi, inclusi quelli ambientali. Investire in cybersecurity non è solo un costo di conformità, ma una necessità strategica per promuovere l’adozione digitale e mantenere la stabilità del sistema finanziario.
- Stablecoins e Moneta Elettronica
- Le stablecoins sono un tipo di criptovaluta progettata per mantenere un valore stabile, a differenza delle criptovalute volatili come Bitcoin. Questa stabilità è ottenuta ancorando il loro valore ad un asset specifico o a un paniere di asset (ad esempio, valute fiat come il dollaro o l’euro, materie prime, titoli di stato) o attraverso meccanismi algoritmici che regolano l’offerta per mantenere il prezzo.
Le stablecoins collateralizzate da asset legali, come Tether (USDT) e USD Coin (USDC), ancorate al dollaro USA, sono le più diffuse. In questo modello, il valore della stablecoin è garantito dall’emittente che detiene riserve equivalenti al valore delle stablecoin in circolazione.
Questi strumenti possiedono un notevole potenziale per trasformare il panorama dei pagamenti. Possono:
- migliorare l’inclusione finanziaria,
- accelerare significativamente i pagamenti transfrontalieri e le rimesse,
- ridurre i costi delle transazioni,
- mitigare i rischi di fluttuazione dei tassi di cambio,
- contribuire allo sviluppo di accordi di pagamento globali più efficienti ed accessibili.
Tuttavia, questo potenziale disruptive è bilanciato da rischi intrinseci. Eventi come il fallimento di “TerraUSD” hanno dimostrato che le stablecoins potrebbero non essere così stabili dopo tutto. La loro connessione diretta con il settore finanziario tradizionale tramite gli asset di riserva solleva preoccupazioni per la stabilità finanziaria e il potenziale di contagio.
EUROPEISTI: Questa dualità tra il grande potenziale di innovazione e i significativi rischi per la stabilità finanziaria rende la regolamentazione non solo desiderabile, ma essenziale. Un approccio normativo robusto e adattivo è fondamentale per distinguere tra i diversi tipi di stablecoins in base ai loro profili di rischio e per garantire un adeguato supporto e supervisione, al fine di prevenire interruzioni del mercato. La capacità dell’Italia e dell’UE di integrare le stablecoins nel sistema finanziario dipenderà dalla solidità del quadro normativo e dalla capacità degli emittenti di mantenere riserve adeguate e gestire i rischi in modo trasparente, fattori che influenzeranno direttamente la fiducia e l’adozione.
- Adozione e penetrazione di mercato in Italia e nell’UE (2024-2025)
L’adozione delle criptovalute, che include le stablecoins, ha registrato una crescita significativa in Italia. Circa il 25% degli italiani che possiedono criptovalute le ha utilizzate anche per pagamenti, aprendo nuove prospettive nel settore retail. Questo dato suggerisce un crescente interesse e una propensione all’uso di questi strumenti per transazioni quotidiane.
A livello globale, il 2024 è stato un anno di svolta per le stablecoins. I trasferimenti totali hanno raggiunto i 27,6 trilioni di dollari, superando il volume combinato di Visa e Mastercard di oltre il 7,6%. La capitalizzazione di mercato delle stablecoins ha superato i 204 miliardi di dollari nel 2025, con Tether (USDT) che mantiene una posizione dominante (oltre 141,4 miliardi di dollari) e USD Coin (USDC) in crescita (52,5 miliardi di dollari). Questi numeri evidenziano la loro crescente rilevanza nell’ecosistema dei pagamenti globali.
In Europa, il 58% delle aziende sta utilizzando o pianifica di utilizzare pagamenti in stablecoins. Solo il 18% delle aziende europee percepisce la regolamentazione come una barriera all’adozione, indicando una crescente fiducia nel quadro normativo in via di definizione.
Tuttavia, nonostante questa crescente adozione e la fiducia normativa, la maggior parte dei fornitori di servizi attivi nel mercato delle stablecoins nell’UE sono registrati ma pochi sono autorizzati come PSP (Payment Service Providers). Inoltre, la maggior parte delle stablecoins offerte nell’UE sono ancorate al dollaro USA, con un numero limitato di quelle ancorate all’euro.
EUROPEISTI: Questo scenario presenta un paradosso: mentre l’Europa sta abbracciando le stablecoins, lo fa prevalentemente con asset denominati in dollari USA. Questa prevalenza delle stablecoins ancorate al dollaro, nonostante gli sforzi normativi europei, pone una sfida alla sovranità monetaria europea e crea una dipendenza da soluzioni non europee. L’Euro Digitale è esplicitamente posizionato per contrastare l’uso di stablecoins in dollari USA, che reintrodurrebbero rischio di credito, frammentazione e dipendenza da soluzioni esterne. La regolamentazione MiCA è cruciale per affrontare questa sfida e garantire che l’innovazione nel settore delle stablecoins contribuisca ad un ecosistema finanziario europeo più autonomo e resiliente.
- Regolamentazione MiCA (Markets in Crypto-Assets Regulation)
Il Regolamento MiCA (Regolamento (UE) 2023/1114) rappresenta una pietra miliare nella regolamentazione delle cripto-attività in Europa. Prima di MiCA, la regolamentazione era frammentata tra i vari paesi membri, creando incertezza per le imprese e gli investitori. MiCA mira a risolvere questa situazione stabilendo regole armonizzate per tutti i 27 Stati membri, con l’obiettivo di proteggere gli investitori, garantire la stabilità finanziaria, promuovere l’innovazione e assicurare una concorrenza leale.
Il regolamento classifica le cripto-attività in tre categorie principali:
- gettoni correlati all’attività (ART),
- gettoni di moneta elettronica (EMT) e
- altri cripto-asset (come i gettoni di utilità).
Le disposizioni relative alle stablecoins (Titoli III e IV del Regolamento, che includono ART ed EMT) sono entrate in vigore il 30/6/2024. Le altre disposizioni, che riguardano i fornitori di servizi di cripto-attività (CASP), si applicano dal 30/12/2024.
MiCA impone requisiti rigorosi agli emittenti di stablecoins, inclusi obblighi di riserve adeguate e requisiti patrimoniali per garantire la stabilità. Gli emittenti devono pubblicare un “white paper” contenente informazioni dettagliate sui rischi e le caratteristiche del token, che deve essere approvato dalle autorità competenti.
Per i CASP, è previsto un obbligo di autorizzazione da parte dell’autorità competente dello Stato membro in cui intendono operare, con la possibilità di beneficiare del “passaporto europeo” per offrire i propri servizi in tutta l’Unione.
Sono inoltre richiesti requisiti di governance e solvibilità, sistemi di gestione del rischio e politiche chiare di custodia degli asset degli utenti, per prevenire frodi e fallimenti.
Un pilastro fondamentale di MiCA è il rafforzamento degli obblighi KYC (Know Your Customer) e della lotta al riciclaggio di denaro (AML).
Questo si traduce in controlli più rigorosi e un maggiore monitoraggio delle transazioni, riducendo l’anonimato sulle piattaforme centralizzate. Sebbene ciò possa sollevare preoccupazioni per alcune Start-up DeFi che potrebbero preferire mercati con regolamentazioni più flessibili, la chiarezza normativa è vista come un fattore che attrarrà investitori istituzionali, offrendo maggiore sicurezza e fiducia all’ecosistema cripto europeo.
L’implementazione completa di MiCA è graduale, con un periodo di adattamento che si estende fino a luglio 2026 per alcune aziende.
In Italia, il regolamento MiCA è stato recepito tramite un nuovo decreto legislativo nel 2024, che introduce regole più stringenti per l’emissione e la gestione delle cripto-attività. La CONSOB è stata designata come autorità competente per l’autorizzazione degli operatori, mentre la Banca d’Italia continua a vigilare sui CASP che operano con cripto-asset che richiedono una licenza bancaria, come i token di moneta elettronica. Sono previste sanzioni pecuniarie elevate (fino a 5 milioni di euro) e penali per chi opera illegalmente.
- Moneta Elettronica: definizione, adozione e regolamentazione
- Definizione ed usi della “Moneta Elettronica”
La moneta elettronica è definita come un valore monetario memorizzato elettronicamente o magneticamente, che rappresenta un credito nei confronti dell’emittente.
Questo valore può essere utilizzato per effettuare pagamenti attraverso piattaforme o strumenti digitali come portafogli elettronici (es. PayPal o carte prepagate) ed è accettato da persone fisiche e giuridiche diverse dall’emittente.
Non costituisce moneta elettronica il valore monetario memorizzato su strumenti a spendibilità limitata.
Gli Istituti di Moneta Elettronica (IMEL) sono i soggetti autorizzati a emettere moneta elettronica e possono anche prestare servizi operativi strettamente connessi all’emissione, nonché servizi di pagamento non connessi all’emissione.
- Adozione e penetrazione di mercato in Italia e nell’UE (2024-2025)
Il mercato sta registrando una crescita robusta, trainata dall’aumento dell’adozione dei metodi di pagamento digitali e dalla crescente penetrazione di smartphones e internet.
In Italia, il mercato dei pagamenti digitali è stimato crescere da 2,13 miliardi di dollari nel 2024 a 9,62 miliardi di dollari entro il 2035, con un CAGR del 14,69% dal 2025 al 2035. La penetrazione degli smartphones in Italia ha raggiunto circa l’89% nel 2024, con proiezioni di ulteriore crescita.
I pagamenti con carta in Italia sono previsti raggiungere i 443,7 miliardi di dollari nel 2025, riflettendo una crescente preferenza dei consumatori per i pagamenti elettronici. Questa crescita è supportata da politiche governative che incentivano l’accettazione dei pagamenti con carta e da incentivi fiscali per gli esercenti. L’adozione delle carte contactless e la proliferazione delle banche digitali contribuiscono ulteriormente a questo trend.
A livello europeo, l’adozione dei pagamenti digitali ha superato il 60% per le transazioni online e il 25% per i pagamenti in negozio nel 2024. Il volume delle transazioni non in contanti in Europa è previsto crescere a un CAGR di oltre il 10% dal 2023, raggiungendo più di 630 miliardi di transazioni entro il 2028. Sebbene i pagamenti con carta abbiano dominato nel 2023, i pagamenti istantanei stanno guadagnando terreno, spinti dalla necessità di transazioni in tempo reale.
Nel 2024, il numero totale di pagamenti non in contanti nell’area dell’euro è aumentato del 7,4% a 72,1 miliardi rispetto al 2023. I pagamenti con carta hanno rappresentato il 56% del totale, i bonifici il 22%, gli addebiti diretti il 15% e i pagamenti con moneta elettronica il 6%. Sebbene il numero di transazioni con moneta elettronica sia diminuito del 2,7% nel primo semestre del 2024, il valore corrispondente è aumentato del 6,6%. Ciò indica che, pur essendoci un leggero calo nel volume, la moneta elettronica viene utilizzata per transazioni di valore più elevato.
- Evoluzioni normative: PSD3 e PSR
Il quadro normativo per la moneta elettronica e i servizi di pagamento in Europa è in continua evoluzione. La Direttiva 2009/110/CE (EMD2) e la Direttiva 2015/2366 (PSD2) hanno fornito le basi legali per la creazione di un mercato unico dei servizi di pagamento nell’UE. Tuttavia, per meglio affrontare le innovazioni tecnologiche e i rischi associati, la Commissione Europea ha proposto un nuovo pacchetto legislativo nell’estate del 2023, che include una nuova Direttiva, la PSD3, e un Regolamento, il Payment Services Regulation (PSR).
- La PSD3 abrogherà e sostituirà l’EMD2, stabilendo un quadro normativo unico che governerà sia i servizi di pagamento che i servizi di moneta elettronica. Ciò significa che gli istituti di moneta elettronica saranno autorizzati come istituti di pagamento, con un unico insieme di requisiti per l’autorizzazione, la condotta aziendale e la vigilanza prudenziale. La PSD3 si concentrerà anche sul rafforzamento dell’uso dei portafogli digitali, richiedendo l’esecuzione della SCA al momento dell’iscrizione di uno strumento di pagamento nel portafoglio
- Il PSR, invece, trasferirà e renderà direttamente applicabili in tutti gli Stati membri le regole applicabili ai PSP contenute nella PSD2, aggiungendo nuove disposizioni su trasparenza, diritti e obblighi relativi all’open banking, autorizzazione delle transazioni e rischi operativi e di sicurezza.
Un punto chiave del PSR è il rafforzamento delle normative sull’Autenticazione Forte del Cliente (SCA) e l’introduzione di regole più stringenti sull’accesso ai sistemi di pagamento e alle informazioni sui conti.
L’entrata in vigore di PSD3 e PSR è prevista nel corso del 2026, con un periodo di transizione di circa 18 mesi per gli Stati membri per allinearsi alla nuova legislazione
- Parallelamente, la proposta di Regolamento sul Financial Data Access (FIDAR) si concentra sulla finanza aperta, estendendo la condivisione dei dati dei clienti oltre i servizi di pagamento a un’ampia gamma di servizi finanziari (es. mutui, prestiti, investimenti, cripto-asset). Questo mira a creare diritti e obblighi per la condivisione dei dati dei clienti tra detentori e utenti dei dati, con l’obiettivo di stimolare l’innovazione e la concorrenza nel settore finanziario.
- Comparazione con Paesi simili
L’analisi comparativa con Spagna e Francia offre spunti preziosi per comprendere il posizionamento dell’Italia e identificare aree di miglioramento, in particolare nell’ottica dell’integrazione europea.
- Spagna: adozione e normativa proattiva
La Spagna si posiziona in modo più avanzato rispetto all’Italia in termini di pagamenti digitali, classificandosi al settimo posto in Europa per pagamenti digitali e al quinto per servizi pubblici digitali. Questo indica un ambiente più maturo ed una maggiore propensione all’adozione.
Il mercato spagnolo delle carte prepagate e dei digital wallet è in rapida espansione, con un valore stimato di 15,14 miliardi di dollari nel 2025 ed una crescita annua del 9,8%. Questa crescita è alimentata dalle politiche governative che promuovono le transazioni senza contanti e dalla forte crescita dell’e-commerce. L’integrazione delle carte prepagate con i digital wallet è in aumento, con istituzioni finanziarie e fintech che migliorano le loro offerte digitali.
Un esempio significativo di innovazione e adozione in Spagna è Bizum, una soluzione locale per pagamenti istantanei basata su mobile, che ha registrato una crescita esponenziale delle transazioni. Bizum facilita pagamenti istantanei e sicuri, riducendo le barriere all’acquisto e diminuendo i tassi di abbandono del carrello. Questo successo dimostra come soluzioni locali, ben integrate con le abitudini dei consumatori, possano accelerare l’adozione dei pagamenti digitali.
Anche il mercato BNPL in Spagna è in forte crescita, previsto raggiungere gli 8,91 miliardi di dollari nel 2025, con un aumento annuo dell’11,6%. L’integrazione dei servizi BNPL nelle piattaforme e-commerce spagnole sta accelerando, con attori locali che offrono soluzioni di pagamento rateale.
Dal punto di vista normativo, la Spagna ha introdotto la “Ley Crea y Crece” per promuovere la digitalizzazione e combattere i ritardi nei pagamenti tra imprese e professionisti, rendendo obbligatoria la fatturazione elettronica B2B. Questa legge mira a migliorare il flusso di cassa delle PMI e a standardizzare le pratiche di pagamento in tutta l’UE. Inoltre, la Spagna ha aggiornato la sua legislazione per allinearsi a MiCA e DORA, con la CNMV che supervisiona i CASP e la Banca di Spagna che mantiene la vigilanza sui token di moneta elettronica. La Spagna ha anche implementato un “sandbox” normativo per testare nuovi prodotti e servizi finanziari in un ambiente controllato.
- Francia: innovazione e strategia nazionale
La Francia, pur posizionandosi leggermente dietro la Spagna in alcune classifiche (12° per pagamenti digitali, 15° per servizi pubblici digitali), mostra una solida adozione dei pagamenti digitali ed una chiara strategia nazionale. Le carte di pagamento sono il mezzo più utilizzato nei punti vendita, rappresentando oltre il 48% delle transazioni nel 2024, mentre il contante è in declino (43% nel 2024, dal 68% nel 2016). L’e-commerce ha raddoppiato la sua quota di transazioni tra il 2019 e il 2024, raggiungendo un quarto di tutte le transazioni. I pagamenti contactless e mobile si sono sviluppati rapidamente, con l’obiettivo di rendere i pagamenti sempre più fluidi e quasi invisibili.
Il mercato francese delle carte prepagate e dei digital wallet è previsto crescere a 38,44 miliardi di dollari nel 2025, con una crescita annua del 6,3%. L’integrazione delle carte prepagate con i digital wallet e le piattaforme di pagamento mobile (come Apple Pay, Google Pay e Paylib) sta guadagnando slancio, consentendo transazioni senza soluzione di continuità.
La Francia ha una strategia nazionale proattiva per i pagamenti al dettaglio. Il “Comitato Nazionale dei Mezzi di Pagamento” (CNMP) ha pubblicato una nuova strategia quinquennale (2025-2030) che mira a sostenere la digitalizzazione dei pagamenti, garantendo al contempo un accesso costante al contante e una maggiore autonomia francese ed europea nell’era digitale. Questa strategia enfatizza la libertà di scelta degli strumenti di pagamento per gli utenti e promuove soluzioni sovrane europee come il sistema Cartes Bancaires (CB) e la soluzione di pagamento Wero.
Dal punto di vista normativo, la Francia ha implementato procedure rigorose di adeguata verifica della clientela (KYC) e antiriciclaggio (AML/CFT) che si applicano a istituti di pagamento, di credito e di moneta elettronica, nonché ai fornitori di servizi di cripto-asset. La Direttiva (UE) 2015/2366 (PSD2) ha rafforzato la sicurezza dei pagamenti elettronici e introdotto nuovi servizi. La Francia ha anche adottato il MLETR (Model Law on Electronic Transferable Records) nel gennaio 2024, riconoscendo i documenti elettronici trasferibili e posizionandosi come pioniere nel commercio e nella finanza digitale.
- Integrazione transfrontaliera dei pagamenti in Europa
L’integrazione europea dei pagamenti è un obiettivo chiave per l’UE, con iniziative come la SEPA (Single Euro Payments Area), la PSD2 e i pagamenti istantanei che mirano a creare un mercato unico efficiente.
Nonostante questi sforzi, l’Italia rimane l’ultimo Paese dell’area dell’euro in termini di numero pro capite di transazioni regolate con mezzi diversi dal contante, con 130 operazioni per abitante nel 2020 contro una media di 297 nell’area dell’Euro.
Questo divario evidenzia sfide significative per l’integrazione dell’Italia nel panorama dei pagamenti europei. La Svezia, ad esempio, è uno dei mercati più avanzati per i pagamenti istantanei, con circa 1 miliardo di transazioni annue nel 2023 e l’utilizzo della piattaforma TIPS dell’Eurosistema.
In Italia, circa il 75% dei PSP aderisce allo schema SCT Inst (SEPA Credit Transfer Instant), ma i bonifici istantanei rappresentano solo circa il 5% del totale dei bonifici. Questo dato indica una bassa adozione effettiva nonostante una buona copertura da parte dei PSP. Per rendere i pagamenti istantanei accessibili a tutti i cittadini e le imprese in Europa, è necessario che un maggior numero di PSP aderisca allo schema SCT Inst e che il servizio si diffonda a livello paneuropeo.
La Commissione Europea ha rilevato che solo il 16,8% dei bonifici SEPA effettuati nel quarto trimestre del 2023 è stato eseguito istantaneamente. Le ragioni di questa scarsa diffusione includono commissioni più alte rispetto a metodi alternativi e preoccupazioni sulla sicurezza.
L’Eurosystem sta attivamente supportando la roadmap del G20 per migliorare i pagamenti transfrontalieri, rendendoli più economici, veloci, trasparenti e accessibili. Un’iniziativa chiave è l’implementazione di un servizio di regolamento trans-valuta in TIPS, che dovrebbe essere operativo entro ottobre 2025. Questo servizio consentirà trasferimenti di fondi tra valute diverse (es. corone svedesi/danesi e euro) in pochi secondi, promuovendo una cooperazione più profonda in Europa e aumentando l’efficienza e la concorrenza. L’interlinking di TIPS con sistemi di pagamento veloci a livello globale, come il “Project Nexus” della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), mira a migliorare l’interoperabilità e ridurre i costi dei pagamenti transfrontalieri, incluse le rimesse.
La Spagna, attraverso Iberpay, ha integrato pienamente lo schema OCT Inst (One-Leg Out Instant Credit Transfer) nel suo servizio di pagamenti istantanei, facilitando l’elaborazione ed il regolamento di transazioni internazionali multi-valuta all’interno della regione SEPA. Trentasei entità spagnole hanno già aderito allo schema OCT Inst dell’EPC, coprendo il 92,5% della quota di mercato dei pagamenti istantanei in Spagna. Questo approccio dimostra come un’infrastruttura nazionale proattiva possa accelerare l’integrazione europea.
EUROPEISTI: Le sfide per l’Italia nell’integrazione europea includono non solo la bassa adozione pro capite, ma anche la persistenza di schemi di pagamento non europei nel commercio digitale e nei punti vendita fisici, che regolano circa due terzi dei pagamenti con carta nell’area dell’euro e spesso applicano commissioni più elevate. Superare questa dipendenza e promuovere soluzioni paneuropee è cruciale per rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa nel settore dei pagamenti.
Euro Digitale
- Stato del progetto “Euro Digitale”
Il progetto dell’Euro Digitale è attualmente nella sua fase di preparazione, iniziata a novembre 2023 dopo la conclusione della fase istruttoria. Questa fase non implica ancora una decisione definitiva sull’emissione, ma si concentra sulla definizione delle regole operative, la selezione dei fornitori e la mitigazione dei rischi per il sistema bancario e la stabilità finanziaria. La Banca Centrale Europea (BCE) sta sviluppando un regolamento (“rulebook“) per lo schema dei pagamenti in euro digitale, con progressi regolarmente riportati.
L’Eurosystem sta esplorando diverse tecnologie per la realizzazione dell’euro digitale, incluse quelle accentrate e la distributed ledger technology (DLT), sebbene non sia ancora stata presa una decisione finale sulla tecnologia specifica.
L’obiettivo è garantire che l’euro digitale sia fruibile e accessibile in tutta l’area dell’euro, con requisiti obbligatori di accettazione da parte dei commercianti e di distribuzione da parte degli intermediari vigilati. Come accennato, un passo significativo verso l’integrazione transfrontaliera è l’implementazione del servizio di regolamento trans-valuta in TIPS (Target Instant Payment Settlement), che dovrebbe essere operativo ad ottobre 2025, consentendo pagamenti istantanei tra valute diverse all’interno dell’UE.
- Rationale e benefici
L’emissione di un euro digitale è considerata una necessità strategica per l’Europa nell’era digitale. Il suo rationale si basa su diversi pilastri:
- Sovranità Monetaria ed Autonomia strategica: l’Euro digitale mira a rafforzare la sovranità monetaria europea e a ridurre la dipendenza da schemi di pagamento non europei, in particolare da stablecoins ancorate al dollaro USA. La predominanza di schemi di pagamento non europei nell’area dell’Euro, con commissioni spesso più alte, evidenzia una vulnerabilità che l’euro digitale intende colmare. L’Euro Digitale è visto come uno strumento per mantenere la rilevanza economica europea nei prossimi 20 anni.
- Risposta alla Digitalizzazione: l’Euro digitale risponde alla crescente preferenza dei cittadini per strumenti di pagamento digitali rapidi e sicuri. Con il declino del ruolo del contante come soluzione di pagamento universale e l’espansione del commercio online, è necessario una soluzione europea che consenta pagamenti in tutta l’area dell’euro in ogni situazione.
- Bene pubblico: l’Euro digitale sarebbe utilizzabile gratuitamente dai consumatori per le funzioni di base e sarebbe efficiente sotto il profilo dei costi per gli esercenti europei. L’Eurosistema non applicherebbe né beneficerebbe di alcuna commissione per le operazioni in Euro digitali. Questa caratteristica lo posiziona come un bene pubblico, complementare al contante, senza l’intenzione di sostituirlo.
- Privacy: per i pagamenti in Euro digitali offline, il livello di privacy sarebbe simile a quello del contante, con i dati personali noti solo all’ordinante e al beneficiario. Per i pagamenti online, l’Eurosistema non sarebbe in grado di collegare direttamente le operazioni a soggetti determinati. Questo aspetto è cruciale per affrontare le preoccupazioni sulla sorveglianza finanziaria.
- Resilienza: l’Euro digitale, configurato su tecnologie all’avanguardia, viene progettato per essere resiliente agli attacchi informatici, agendo come un fallback affidabile durante crisi come attacchi cyber o interruzioni di corrente.
- Implicazioni per banche e consumatori italiani
L’introduzione dell’Euro digitale è destinato ad avere implicazioni significative per il sistema bancario e i consumatori italiani.
- Impatto sul sistema bancario: l’Euro digitale potrebbe ridefinire gli equilibri dell’attuale ecosistema dei pagamenti, in particolare per le carte di pagamento con costi più elevati. Potrebbe rappresentare un’alternativa al deposito bancario, specialmente se le modalità di pagamento fossero semplici, rapide ed economiche. Tuttavia, la proposta di regolamento prevede la possibilità di fissare limiti all’uso dell’Euro digitale come riserva di valore (es. un limite di 000€ per persona) per contribuire alla stabilità del sistema finanziario e mitigare i rischi di sostituzione dei depositi bancari. Le banche centrali nazionali, inclusa la Banca d’Italia, sarebbero responsabili della distribuzione dell’Euro digitale alla clientela.
- Implicazioni per i consumatori: l’Euro digitale sarà disponibile sia online che offline, tramite carta fisica o App, nel rispetto dei criteri di accessibilità. Sarà convertibile alla pari con le banconote e non produrrà interessi. Nonostante non sia anonimo come il contante per ragioni antiriciclaggio, la BCE promette elevati standards di riservatezza. Il suo successo potrebbe portare ad un ulteriore sviluppo delle soluzioni di pagamento istantaneo, riducendo la dipendenza da imprese private non europee. L’Euro digitale potrebbe offrire servizi aggiuntivi come la possibilità di dividere il conto tra amici o effettuare pagamenti ricorrenti, aumentando la sua attrattiva. La sua natura di bene pubblico implica che non verranno addebitate commissioni per i servizi di pagamento di base alle persone fisiche.
Conclusioni e Proposte migliorative
Il settore dei pagamenti digitali in Italia ha compiuto passi significativi, con il superamento del contante nel 2024 e la crescita esplosiva del BNPL e delle soluzioni Software POS. Questo progresso riflette una crescente consapevolezza e adozione da parte di consumatori e imprese. Tuttavia, l’Italia persiste in una posizione di ritardo rispetto alla media europea e a paesi come Spagna e Francia per quanto riguarda l’adozione pro capite dei pagamenti non in contanti. Questo divario è attribuibile a una combinazione di fattori, tra cui resistenze culturali e percezioni sui costi per gli esercenti, nonostante gli sforzi normativi.
Il panorama europeo è in rapida evoluzione, con il Regolamento MiCA che sta fornendo un quadro normativo armonizzato per le cripto-attività, incluse le stablecoins. Le stablecoins mostrano un enorme potenziale per l’efficienza dei pagamenti globali, ma la loro adozione in Europa è ancora fortemente dominata da quelle ancorate al dollaro USA. Questo scenario sottolinea l’importanza strategica del progetto Euro Digitale, che mira a rafforzare la sovranità monetaria europea e a fornire una soluzione di pagamento digitale pubblica e sicura. La moneta elettronica continua a crescere, supportata dalle evoluzioni normative come PSD3 e PSR, che mirano a creare un quadro unico e più robusto per i servizi di pagamento.
Le sfide principali per l’Italia includono la necessità di accelerare l’adozione effettiva dei pagamenti istantanei, di colmare il divario con i partner europei e di affrontare la crescente minaccia degli incidenti cyber, che possono erodere la fiducia nel sistema digitale.
EUROPEISTI: Per capitalizzare le opportunità offerte dalla digitalizzazione e superare le sfide esistenti, proponiamo le seguenti raccomandazioni strategiche:
- Nell’ambito dell’accelerazione dell’adozione e l’inclusione digitale:
- Campagne di sensibilizzazione ed incentivi mirati: occorre lanciare campagne nazionali per educare i consumatori e gli esercenti sui benefici dei pagamenti digitali (sicurezza, velocità, tracciabilità, convenienza), sfatando miti sui costi. Offrire incentivi fiscali o bonus per l’adozione di POS e l’uso di pagamenti digitali, in particolare per le PMI.
- Semplificazione della “Esperienza utente”: bisogna sviluppare interfacce di pagamento più intuitive ed accessibili, anche per le persone con limitate competenze digitali o disabilità, in linea con i principi dell’Euro Digitale. Promuovere l’uso dei digital wallets e delle soluzioni integrate (es. in-car payments) per rendere le transazioni più fluide ed “invisibili”.
- Focus sui “Pagamenti Istantanei”: è necessario promuovere attivamente l’adozione dello schema SCT Inst tra i PSP e gli utenti finali, riducendo le commissioni e garantendo la disponibilità 24/7. La standardizzazione delle tariffe per i bonifici istantanei (equiparandole a quelle dei bonifici tradizionali) è un passo fondamentale.
- Nell’ambito del rafforzamento dell’Infrastruttura e della Sicurezza:
- Investimenti in Cybersecurity: occorre aumentare in modo significativo gli investimenti nella resilienza cibernetica del sistema finanziario, sia a livello pubblico (Banca d’Italia) che privato (banche, PSP, fintech). Implementare tecnologie avanzate di rilevamento e prevenzione delle frodi, come l’AI, per contrastare l’evoluzione delle minacce.
- Standard di sicurezza uniformi: è necessario assicurare l’implementazione rigorosa delle normative europee sulla sicurezza (es. SCA rafforzata da PSR) e promuovere l’adozione di standard di sicurezza elevati per tutte le soluzioni di pagamento digitale.
- Trasparenza sui Rischi: bisogna comunicare in modo chiaro e trasparente i rischi legati ai pagamenti digitali e le misure adottate per mitigarli, al fine di costruire e mantenere la fiducia dei cittadini.
- Nell’ambito della promozione dell’Innovazione e della Competizione:
- Pieno Supporto all’Open Finance (FIDAR): occorre accelerare l’implementazione delle normative su Open Finance per consentire una condivisione sicura e controllata dei dati finanziari, stimolando l’innovazione e lo sviluppo di nuovi servizi a valore aggiunto. È cruciale garantire che la fornitura gratuita di dati non ostacoli l’innovazione.
- Sostegno al progetto “Euro Digitale”: è necessario partecipare attivamente alla fase di preparazione e implementazione dell’Euro Digitale, cogliendone le opportunità per rafforzare la sovranità monetaria e ridurre la dipendenza da schemi di pagamento esterni. Questo include la promozione dell’Euro digitale come mezzo di pagamento efficiente e gratuito per i consumatori e gli esercenti.
- Incentivare soluzioni pan-europee: bisogna favorire lo sviluppo e l’adozione di soluzioni di pagamento pan-europee che possano competere con gli schemi internazionali, riducendo i costi ed aumentando la trasparenza. Questo include il sostegno a iniziative come Wero e il rafforzamento del sistema SEPA.
- Nell’ambito dell’armonizzazione normativa e della collaborazione europea:
- Piena conformità e applicazione di MiCA: è necessario assicurare la piena e tempestiva conformità al Regolamento MiCA, in particolare per le disposizioni relative a stablecoins e fornitori di servizi di cripto-attività. Questo garantirà protezione agli investitori e stabilità al mercato.
- Allineamento con PSD3/PSR: bisogna prepararsi all’entrata in vigore di PSD3 e PSR, che unificheranno il quadro normativo per i servizi di pagamento e la moneta elettronica, garantendo un’applicazione coerente delle regole a livello nazionale ed europeo.
- Migliorare il monitoraggio e la raccolta Dati: occorre collaborare a livello europeo per sviluppare ed implementare una strategia di monitoraggio dei Dati più efficace nel settore dei pagamenti digitali. Le attuali carenze nella raccolta Dati impediscono una valutazione precisa dell’impatto delle politiche. È essenziale definire indicatori di performance ed obiettivi a livello UE per misurare i progressi in termini di costi, velocità, trasparenza e accessibilità dei pagamenti.
- Rafforzare la collaborazione tra Autorità: bisogna intensificare la collaborazione tra la Banca d’Italia, la CONSOB e le autorità europee (BCE, EBA, ESMA) per garantire una vigilanza coerente e un campo di gioco equo per tutti gli operatori.
EUROPEISTI: Adottando queste nostre proposte, l’Italia potrà non solo consolidare i progressi compiuti nel settore dei pagamenti digitali, ma anche rafforzare il proprio ruolo nell’integrazione finanziaria europea, garantendo un futuro più efficiente, sicuro e competitivo per l’intero ecosistema dei pagamenti.
(*) A cura del “Dipartimento per la trasformazione digitale” e dell’Ufficio Studi del partito EUROPEISTI