Migranti, 10 anni fa il naufragio più grande. Mattarella: “Ue si impegni a governare i flussi”

I movimenti migratori vanno governati e l’Unione Europea deve esprimere il massimo impegno in questo senso. … Nel fare memoria rinnoviamo l’apprezzamento per l’opera di soccorso da parte delle navi italiane che sono riuscite, in condizioni estreme, a salvare vite, rispettando quanto impone la legge del mare. … È la nostra civiltà a impedirci di voltare le spalle, di restare indifferenti, di smarrire quel sentimento di umanità che è radice dei nostri valori“.

L’ennesimo naufragio fantasma di cui si ha notizia arriva in coincidenza con il decimo anniversario del più grande disastro di tutti i tempi della storia dell’immigrazione, quello che il 18 aprile del 2015 fece quasi mille vittime nel ventre di un barcone finito sul fondo del Mediterraneo a grande profondità (e tirato fuori tanti mesi dopo su iniziativa del governo italiano). In questi dieci anni, la stima dei morti in mare è di 34mila persone ma è un numero evidentemente al ribasso. E anche nel 2024, sebbene gli arrivi in mare in Europa siano diminuiti del 24%, raggiungendo le 200mila persone, il numero di morti e dispersi è rimasto alto, almeno 8.500.

EUROPEISTI: come indicato nella commemorazione da Noi tenuta a suo tempo a Lampedusa, a margine dei lavori di riforma del sistema regolamentare europeo su “Migrazioni ed Asilo”, è in quell’ambito che l’Italia ha veramente modo ed interesse a promuovere le modalità di gestione di tale fenomeno epocale più coerenti sia con le nostre esigenze socio-politiche attuali che con la propria civiltà millenaria.

UNHCR (Agenzia Onu per i Rifugiati): senza alternative, i rifugiati ed i migranti continueranno a intraprendere viaggi pericolosi. Operazioni di ricerca e soccorso tempestive, più percorsi legali verso l’Europa, ma anche aiutare le persone a trovare sicurezza e assistenza salvavita più vicino a casa, dove la maggior parte dei rifugiati rimane, sono azioni che salvano vite umane.

Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: Restituire identità alle vittime di un naufragio è un dovere nei confronti di quanti hanno perso la vita in mare e dei loro cari. Un obbligo umanitario, menzionato nelle Convenzioni di Ginevra e nel Diritto Internazionale Umanitario. Perdere la vita non significa perdere la propria identità.

La Porta d’Europa a Lampedusa