(29052025)
Per prepararsi all’aumento del rischio di incendi boschivi durante i prossimi mesi estivi, l’UE ha messo insieme squadre di pompieri e aerei per aiutare i paesi europei colpiti da incendi. Per supportare rapidamente le brigate locali dei pompieri, durante luglio e agosto, quasi 650 pompieri provenienti da 14 paesi europei saranno posizionati strategicamente in luoghi chiave ad alto rischio in aggiunta al numero di pompieri presenti in ciascun paese.
Un totale di 22 aerei antincendio (dei quali due anfibi di media grandezza forniti dall’Italia) e 4 elicotteri saranno dislocati in 10 Stati membri per intervenire in caso di necessità. Coordinati e cofinanziati attraverso il Meccansimo di protezione civile dell’UE, queste risorse aiuteranno a mitigare i rischi e a consentire una più rapida e robusta risposta alle situazioni di crisi.
Inoltre, sono pronte a essere mobilitate dall’UE, in stretta collaborazione con gli Stati membri e partecipanti tramite il Meccanismo, ulteriori 19 squadre di soccorso antincendio terrestre, composte da circa 30 vigili del fuoco ciascuna, ed una squadra di consulenza e valutazione. Viene anche istituita una squadra dedicata al supporto contro gli incendi boschivi presso il “Centro di Coordinamento della Risposta alle Emergenze” dell’UE attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per monitorare i rischi e analizzare i dati scientifici, con il supporto di sistemi di allerta precoce -come il “Sistema Informativo sugli Incendi Forestali Europeo”- mentre il servizio di mappatura satellitare di emergenza “Copernicus” dell’UE completa le operazioni con informazioni dettagliate dallo spazio.
EUROPEISTI: la prevenzione, la preparazione e la risposta agli incendi boschivi vanno di pari passo per salvare vite, proteggere i mezzi di sussistenza e salvaguardare l’ambiente. Avere esperti di incendi boschivi, vigili del fuoco ben addestrati, tecnologie dell’informazione efficaci e vari asset di risposta a disposizione fa una vera differenza e testimonia platealmente la solidarietà e maggiore capacità della costruzione comunitaria.
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PANORAMICA
Qualsiasi paese del mondo colpito da incendi boschivi può richiedere assistenza attraverso il Meccanismo di protezione civile dell’UE (Meccanismo di protezione civile dell’UE – UCPM). Una volta attivato, il Centro di coordinamento delle emergenze dell’UE (Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) operativo H24, coordina e cofinanzia la fornitura di assistenza, offerta volontariamente dagli Stati membri dell’UE e da dieci Stati partecipanti aggiuntivi all’UCPM (Islanda, Norvegia, Serbia, Macedonia del Nord, Montenegro, Turchia, Bosnia ed Erzegovina, Albania, Moldavia e Ucraina).
La UE ha altresì creato il “Pool europeo di protezione civile” (European Civil Protection Pool – ECPP) per garantire un numero critico di capacità di protezione civile pronte all’uso, consentendo una risposta collettiva più forte, rapida e coerente alle calamità. Riunisce risorse da 27 Stati membri e dieci Stati partecipanti all’UCPM, pronte per essere schierate in zone di disastro con breve preavviso ed includono squadre antincendio, esperti o attrezzature specializzate. L’ECPP opera su contributi volontari, che vengono poi valutati e certificati dall’UE. La decisione finale di schierare queste risorse rimane ai paesi contributori.
Infine, se un’emergenza richiede assistenza supplementare per salvare vite, rescEU (la riserva strategica dell’UE rescEU) può intervenire per fornire risorse aggiuntive in risposta a disastri che colpiscono gli europei. rescEU è stata istituita come riserva strategica di capacità e scorte europee di risposta alle catastrofi, interamente finanziata dall’UE. Comprende una flotta di aerei antincendio ed elicotteri, un aereo di evacuazione medica e diverse scorte essenziali che includono ospedali da campo, mezzi di trasporto, energia e oggetti di riparo, forniture mediche critiche e attrezzature per rispondere alle emergenze chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (CBRN). Le riserve di rescEU sono ospitate in sedi strategiche in 22 Stati membri e Stati partecipanti con la Commissione europea che detiene la decisione finale sul loro impiego.
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