EUROPEISTI
Manifesto per un nuovo europeismo
L’Europa rappresenta l’orizzonte politico naturale dell’Italia, che è stata tra i paesi fondatori delle allora Comunità europee e che ha contribuito al suo concepimento attraverso il pensiero e l’azione politica di padri fondatori come Alcide De Gasperi e Altiero Spinelli.
Nell’Unione Europea, il nostro Paese trova l’alveo istituzionale e normativo che ne garantisce un protagonismo internazionale più incisivo e l’ancoraggio ai valori della pace, della democrazia, dello stato di diritto e delle libertà fondamentali. Oggi, ad oltre settant’anni dai Trattati di Roma, è fondamentale ribadire l’adesione morale e politica allo spirito europeista.
Adesso che l’Unione Europea, in concomitanza con uno dei momenti più difficili della sua storia comune -determinata dal ritorno della guerra sul continente, dal mutato approccio commerciale e securitario dello storico alleato occidentale statunitense e dalle nuove sfide economiche e sociali che arrivano dai nuovi giganti orientali della globalizzazione- sentiamo ancor di più l’urgenza di svolgere il nostro impegno politico con l’obiettivo non solo di difendere ma di ulteriormente promuovere un chiaro percorso di unione europea.
La scelta europeista infatti, sebbene iscritta nel DNA della nostra storia, non può darsi per scontata. Al contrario, essa è messa a dura prova dalle sopravvenute crisi delle quali continuano ad approfittare le forze euroscettiche e radicali (spesso “sobillate” da competitori esterni) che in tutto il continente, e anche nel nostro Paese, si sono impossessate del dibattito pubblico sull’Europa, facendo leva sulle legittime paure dei nostri concittadini nei confronti di minacce alla loro sicurezza, al loro benessere, ai loro valori.
Questo ha fatto vacillare la fiducia nelle istituzioni europee, percepite come distanti o inefficaci, e ha messo in discussione la nostra comune identità europea. Noi siamo invece, ora più che mai, convinti che le dinamiche tra la dimensione statuale e quella sovranazionale europea siano un argomento di cui la politica italiana si debba riappropriare, con correttezza, cognizione di causa e nell’interesse nazionale.
In luogo di un europeismo “banale” vogliamo incarnare un modello che passi per la consapevolezza che nulla in Europa viene fatto senza l’impegno e le rinunce degli stati membri. È infatti grazie a queste rinunce -finanziarie come politiche, istituzionali e/o culturali- che noi ci rafforziamo in un discorso comune.
La crisi in Italia richiama alla responsabilità tutti coloro che si riconoscono nei principi ispiratori del progetto europeo e riconoscono all’Unione Europa l’ambizione di una reale integrazione ed una maggiore vicinanza ai cittadini. È necessario ed è nell’interesse nazionale dell’Italia rinnovare con convinzione questo ancoraggio europeo per dare concretezza politica all’aspirazione ideale.
L’ europeismo deve diventare la bussola per orientare l’azione di governo e per compiere scelte cruciali per il futuro del nostro Paese, con coerenza e senza tatticismi. Come facilmente riscontrabile, un europeismo solo formale o dettato dall’opportunismo politico non garantisce all’Italia nè le garanzie nè le opportunità di cui ha bisogno e si risolve in una semplice copertura per divergenze tra le principali forze politiche.
Per questo serve uscire dalla dimensione declaratoria e da una visione che fa dell’Europa una matrigna severa o un benefattore distante a seconda delle circostanze. È tempo per l’Italia di prendere in mano il proprio destino e farsi artefice di un processo di integrazione ed unità europee in linea con i propri interessi nazionali. La valutazione lucida delle nostre priorità di azione deve sostanziare una nuova agenda europea ambiziosa ed allo stesso tempo porre le basi per un riassestamento delle nostre alleanze tradizionali, con i paesi amici ed all’interno delle famiglie politiche che lavorano per obiettivi condivisibili.
La Storia ci offre oggi un’occasione strategica di cambiamento e di costruzione della resilienza che servirà alle future generazioni per poter continuare a vivere in un Paese all’altezza delle sfide del presente (e non sprovveduto rispetto al futuro).
È il momento per un nuovo europeismo: garanzia, percorso e condizione del perseguimento dei veri interessi degli Italiani.
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